Il solito giudizio equilibrato…

Gianfranco FiniSecondo Gianfranco Fini

“l’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi – afferma il Presidente della Camera- “sono due fenomeni che non possono essere paragonati”. A giudizio di Fini, in sostanza, se dietro l’aggressione di Verona non c’è alcun “riferimento ideologico”, a Torino le frange della sinistra radicale “cercano in qualche modo di giustificare con la politica antisionista”, un autentico antisemitismo, veri e propri “pregiudizi di tipo politico-religioso”.

Cominciamo bene: bruciare una bandiera è più grave che ammazzare una persona

A parte le solite immediate reazioni della sinistra radicale che tanto per cambiare non centrano il punto, il discorso mi sembra lampante: bruciare le bandiere è un brutto gesto, ma è un gesto politico. Criticare il Salone di Torino per aver deciso di festeggiare il sessantesimo anniversario della nascita dello Stato di Israele è legittimo. Può non essere corretto, ma è legittimo, visto che da più parti si ravvisa nell’occupazione israeliana dei territori palestinesi una palese violazione di ogni tipo di diritti umani.

Paragonare un gesto politico con un pestaggio a morte, mi sembra a dir poco fantasioso.

E meno male che c’è stata la svolta di Fiuggi: pensa se anzichè svoltare, tirava dritto!