I pesci rozzi della nostra tv

Boris, il pesciolino rossoAlcuni amici mi hanno segnalato Boris, una serie di Fox, prodotta dalla Wilder. Si tratta indubbiamente di un prodotto riuscitissimo.

Gli autori sono un terzetto che mi aveva già colpito per un’altra serie tv, Buttafuori, talmente elegante che non funzionò. Si trattava anche in quel caso di un ottimo prodotto, scarsamente premiato in termini di ascolti, forse troppo bello per la programmazione a cui la tv ci ha abituato.

Boris è greve, volgare, politicamente scorretto, e ci racconta un mondo vero, che è il mondo estinto dei cinematografari romani, venduti alle produzioni televisive. Racconta il mondo delle soap, della tv, un mondo che vale un tanto al minuto, un mondo dove la professionalità conta molto meno della parentela. Racconta la nostra tv, il nostro paese.

Boris nasce come prodotto libero, anarchico, irriguardoso del potere. Un prodotto inimmaginabile in Italia, se non confinato nell’ambito del satellite. Le prime puntate sono emblematiche di questa scorrettezza.
Ma forse nel prosieguo va via via scemando, col risultato di agganciarci alla vita dei personaggi, da una parte, ma di rendere la serie un po’ più televisiva, un po’ più politicamente corretta. E’ una scelta che premierà in termini di ascolti e di fidelizzazione del pubblico, ma che sorprende un po’ meno.

Il cast di BorisBoris è alla sua seconda serie. Gli attori sono tutti di buon livello: tra questi, la Guzzantina, brava e bella (oggi compie trentadue anni!), Paolo Calabresi, che ha dei tempi comici straordinari e ha già dato prova della sua maestria, oltre all’ottimo Pannofino, che tanto mi ricorda un amico regista! La seconda serie si avvale anche della collaborazione di Corrado Guzzanti, con un personaggio tagliato su misura per lui. La regia è ricca, con molti tagli, ottima nella direzione degli attori.

L’impressione degli ultimi episodi però è che la serie si trovi a un bivio: da una parte ambire a diventare una serie cult, continuando a sbeffeggiare e deridere gli incapaci, i raccomandati, i ruffiani, le “cagne“, le case diproduzione come la Magnesia; dall’altra, diventare più domestica, più amichevole, ed essere maggiormente premiata in termini di ascolti.
Spero nella prima, ma non faccio testo: guardo poca tv. E poi l’ho detto: ero un fan di Buttafuori, al grido di “Daje tutti” !

Sul web c’è un sacco di materiale, anche su Youtube. C’è anche un blog, forse un po’ troppo professionale: sarebbe stato più bello se fosse stato un po’ più spontaneo, un po’ più… a cazzo di cane!

L’unico dubbio: ma Ciarrapico è parente ? Boh… Vabbè, è bravo lo stesso, era giusto per curiosità…