Di male in peggio

Un monitor con il giornale RepubblicaConsiglio a chi fosse interessato a conoscere le prospettive di medio periodo del nostro paese l’articolo di oggi di Massimo Giannini. Lettura interessante, che ci fornisce un quadro molto pessimista e purtroppo suscettibile di un’integrazione altrettanto negativa.

E’ di oggi infatti la notizia che la BCE non avrebbe esaurito “lo spazio di manovra” sulla stretta creditizia destinata al contenimento dell’inflazione. Ciò fa presagire un ulteriore rialzo dei tassi da qui a fine anno.

Per l’Italia non è una buona notizia, e si traduce immediatamente in un ulteriore aumento del debito pubblico. Non solo: se è vero che le famiglie italiane sono meno indebitate del resto d’Europa (i prestiti ai privati in Italia non sono mai stati molto diffusi, a causa di un sistema bancario restio a concederli), purtroppo la cosa non è altrettanto vera per le imprese, il cui indebitamento nei confronti del sistema bancario è sempre stato preoccupante. E questo non può che tradursi in un aggravio degli oneri finanziari a carico delle imprese stesse, con l’ulteriore rischio di incidere su un sistema bancario instabile della cui crisi ancora si fatica a conoscere l’entità. L’ipotetico fallimento di grandi imprese, infatti, qualora non scaricato sui piccoli risparmiatori (prassi frequente nel nostro paese, e forse anche negli altri mercati) potrebbe ulteriormente aggravare i già pericolanti bilanci dei grandi colossi finanziari italiani.

E allora ? E allora andiamo di male in peggio. Ma sono fermamente convinto che una maggiore regolamentazione del sistema finanziario del nostro paese, non potrebbe che giovare ai nostri mercati, soprattutto aumentandone l’affidabilità agli occhi degli investitori stranieri. Ma questi sono temi scomodi, sia per la destra che per la sinistra, e scomodi alle lobby finanziarie che le sostengono.

E quindi Giannini, che punta giustamente il dito sulla manovra economica triennale e sul disinteresse del Governo tutto, troppo occupato dalle riforme della giustizia, fatica invece a esporsi su un territorio minato come quello delle regole finanziarie. E del resto all’interno di una Redazione di giornale a mio avviso sempre meno autonoma rispetto alla politica, e, forse sempre più lontana dai bisogni del paese, non credo che sia facile ritagliarsi l’autonomia necessaria a commentare un’epoca fosca e decadente come questa. Ma lo perdono: la sua onestà intellettuale lo riabilita indiscutibilmente, mostrandolo, almeno ai miei occhi, come uno dei più onesti e competenti giornalisti economici italiani.

Commenti

  1. barsandomenico scrive:

    “,…..Per l’Italia non è una buona notizia, e si traduce immediatamente in un ulteriore aumento del debito pubblico. Non solo: se è vero che le famiglie italiane sono meno indebitate del resto d’Europa (i prestiti ai privati in Italia non sono mai stati molto diffusi, a causa di un sistema bancario restio a concederli), purtroppo la cosa non è altrettanto vera per le imprese, il cui indebitamento nei confronti del sistema bancario è sempre stato preoccupante……”

    Per l’Italia il fatto che le banche non abbiano concesso prestiti alle famiglie e’ un ottima notizia, che il debito pubblico sia alto e’ una notizia ancora migliore. Guardate infatti cosa succede nei paesi anglosassoni.
    Stato meno indebitato, famiglie indebitate… fino al collo. Cosa e’ successo dopo il tatcherismo e’ quanto segue, parlo di economia reale quella di tutti i giorni, non di proiezioni basate su stime o analisi più inclini a favorire i grossi poli capitalistici piuttosto che i contribuenti (non posso chiamarli popolo altrimenti verrei accusato di essere un comunista).
    Bene, dicevo, cosa e’ successo: le banche hanno regalato, diciamo SVENDUTO contante a tutti privati e imprese per circa 15 / 20 anni.
    “Vuoi la carta di credito? Bene non ci sono problemi te ne diamo 100”
    “Vuoi dei soldi per aprire un attivita ? Bene non ci sono problemi te li do, ti de tasso …..”
    Un fiume in piena di contanti… poi cosa e’ successo …cazzo, non becchiamo più una lira la gente non ha piu un “ghello” per ripagare i debiti, il mutuo per la casa o per l’attivita commerciale!
    MERDA ! Nel frattempo l’economia liberista, qualche anno dopo che la Tatcher cancella ogni diritto sindacale / sociale , si imbatte in qualche guerra medio-orientale. qualcuno deve pagare per la guerra, lo stato ricordiamoci non e’ indebitato ma le famiglie si. Loro pagano, le famiglie, non lo stato; ma scusa un secondo chi e’ che determina lo stato? Cioe’, mi chiedo, lo stato e’ solo una figura economica o alla fine e’ formato da individui fisici? Mah …..
    Concludo una serie di riflessioni e non un concetto scientifico, concludo una serie di riflessioni , dicevo, basate non sulla teoria, ma sulla esperienza non drogata da sentiti dire ma da pratica di vita quotidiana e da osservazione.

    APPLICATE IL CONCETTO DI STATO POCO INDEBITATO, IMPRESA AGEVOLATA E DENARO PRESTATO A CANI E PORCI AD INTERESSI BASSI ….UNITE IL TUTTO ALL’ALIENAZIONE DEL LIBERO PENSIERO CON UNA SERIE INFINITA DI GRANDI FRATELLI E DI CORSI UNIVERSITARI TRIENNALI, ” CHE E’ MEGLIO PERCHE’ ABBIAM BISOGNO DI TECNICI” ED E’ FATTA ……. L’AVETE PRESO NEL CULO!!!! MAGARI A QUALCUNO PIACE!

  2. […] gingerino Meglio qui che altrove « Di male in peggio […]