Caro Grillo, non sono d’accordo.

Una foto di Massimo GianniniCerto che l’ideologia della piazza di Grillo non è il vaffa. Certo che la Repubblica è schierata contro Grillo. Anzi: è schierata contro chiunque sia contrario alle linee guida dettate dai vertici del PD, chiunque essi siano. Certo che si è fatta molta disinformazione sui grillini. E certo che la batteria di fuoco amico verso il PD è, secondo alcuni, tutt’altro che insensata.

E dirò di più: non vedo molti fondamenti nell’attacco di Giannini a Grillo (la definizione di “subcultura” è per lo meno avventata).

Ma l’attacco a Giannini è ingiusto e immeritato. Giannini si è distinto spesso per indipendenza, sulle colonne di quel giornale. All’indomani della sconfitta elettorale è stato l’unico che si è preso la libertà di scrivere parole di questo genere. I suoi articoli economici sono spesso importanti, a volte scomodi.

Non si può dargli dello stronzo così, a casaccio.

Poi, che Repubblica somigli sempre più a un “dispaccio”, beh, a chi lo legge da un po’ è difficile che sfugga. Che tutti i suoi giornalisti siano chiamati a turno a fare un articolo contro il comune sentire del paese (in gergo, “la piazza”) per giustificare le scelte di questa scellerata classe politica, anche questo è un dato. Stavolta toccava a lui il tiro al Grillo, o al Travaglio. E l’ha fatto. Da lettori, si può, ovviamente dissentire.

Non è la prima volta che dissento, non sarà neanche l’ultima. Ma faccio decisamente fatica a dargli dello stronzo.

In un momento storico in cui diventa assolutamente necessario cercare di ragionare in modo indipendente, in cui si è ostaggio di una classe dirigente assolutamente impreparata che tende a far squadra per il mero mantenimento di una rendita di posizione, Giannini è uno dei pochi che sa quello che scrive. Uno dei pochi rimasti.

Ecco, qualcosa da dire, magari, sulla fotogenia…


Commenti

  1. barsandomenico scrive:

    Il momento storico nel quale viviamo, tutti, cittadini d’Europa e d’oltre oceano, e’ un periodo dettato e diretto dal “casino” assoluto. Le notizie, se ce ne sono ancora, sono troppe, contraddittorie e basate su luoghi comuni e sentiti dire.
    Ritengo l’Italia baluardo, so che molti mi daranno dello stronzo, di democrazia, indipendenza e libero pensiero…quando dico libero intendo libertà di esprimere un pensiero.
    Siamo schiavi di guerre fratricide, parliamo per sentiti dire e non ponderiamo a volte, il peso delle nostre parole per smania di protagonismo.
    Continuiamo a parlare, perchè fa bene alla salute, ma attenzione, prima o poi dovremo agire, smettere di pugnalarci alle spalle, e deviare l’onda qualunquista e liberista DEL CAZZO che sta distruggendo i diritti di tutti.

    Va mo la’

  2. Max scrive:

    Ma è mai possibile che quando i politici o i giornalisti danno dei terroristi, fascisti, stronzi, attentatori della democrazia etc. ai cittadini che protestano, per cause spesso sacrosante, non c’è mai nessun giornalista che li difenda? E appena Grillo o qualcun altro critica qualcuno della “casta” tutti si indignano? Basta! Io ormai non compro piu’ i giornali e guardo poco la tv.. Italiano svegliati!!!

  3. gingerino scrive:

    @Max
    Sì, hai ragione. L’informazione è ormai diventata un problema. E anche la demonizzazione del dissenso è un problema.

    In realtà, a mio parere, l’informazione non è un problema nuovo. E’ sempre stata distorta, anzi: una volta era molto peggio. La novità è rappresentata dal fatto che essendoci più strumenti per informarsi, emergono più facilmente le contraddizioni e le distorsioni dei cosiddetti “opinion makers”.