07/10/08

Un esperimento di comunicazione: il Clarin e il pompin.

La marcia dei martelliHo una madre settantaduenne. Laureata, insegnante in pensione, elettrice di centrosinistra. Legge solo La Repubblica e guarda molta tv. Non ha Sky. Segue con grande attenzione le vicende politiche del nostro paese.

Ieri le chiedo un parere sulla manifestazione di Piazza Navona. Mi risponde che si è trattato di una bella manifestazione rovinata da quei due stronzi di Grillo e della Guzzanti.

Le chiedo le ragioni di un giudizio così lapidario. E mi risponde che Grillo è stato troppo pesante con il Presidente e la Guzzanti troppo pesante col Santo Padre. Chiedo informazioni aggiuntive, e mia madre puntualmente mi riporta le offese alle due alte personalità. Le chiedo allora in che contesto fossero state pronunciate. E qui arriva il bello: non lo sa.

Mia madre, pur sapendo che i cattivi erano Grillo, la Guzzanti e Travaglio, non aveva una vaga idea di cosa avessero detto. Il giornale che aveva letto, i telegiornali che aveva guardato, non avevano riportato nulla dei contenuti di quegli interventi. Soltanto le orrende ingiurie.

Ho cercato allora di mostrare a mia madre attraverso You Tube i contenuti di quegli interventi: “Dopo sei libera di esprimere un giudizio, anche estremamente critico, ma solo dopo che conosci i contenuti”

Invece mia madre era infastidita, seccata dall’invadenza di quelle informazioni che mettevano in discussione la purezza dei suoi mezzi di informazione preferiti.

Il contenuto, le parole della Guzzanti, il problema dell’influenza dell’establishment vaticano nella vita pubblica del paese, o il commento di Grillo al distacco del Presidente della Repubblica rispetto ai gravi fatti del nostro paese, sembravano non interessarle: era convinta di conoscerli già, era convinta che quei temi non avrebbero aggiunto nulla al suo punto di vista. Diceva che parlare di pompini in quei termini era squalificante, dimenticando, come invece ricorda Travaglio, che ad esempio Clinton si porta ancora dietro “la sala orale”.

Poi mi ha detto che il Capo dello Stato è un simbolo, e non si può dire che dorme. Mi ha fatto paura. Mi ha ricordato certi brutti momenti storici.

Che cos’è allora questa democrazia ? Una democrazia in cui la gente è convinta di sapere le cose, ma non le sa. E dove, piano piano, si elimina la possibilità di espressione del dissenso, fino ad arrivare a ritenere immorale e gravemente lesivo della nostra Repubblica il termine “sonnecchiare” qualora riferito al Capo dello Stato.

Naturalmente mia madre aveva letto Repubblica, guardato il Tg 5, e ascoltato Veltroni. Non aveva letto nè il Clarin,  nè il Mail & Guardian o il Telegraph.

Borges diceva: “Accettiamo facilmente la realtà, forse perchè intuiamo che nulla è reale”

Lo diceva in un altro senso, non pensava alla tv. Eppure è un pensiero di grande attualità in quest’epoca.

In The Wall, ad un certo punto, i martelli si trasformano in megafoni: vidi quel film a dodici anni, al cinema Rialto, accompagnato da mio padre, perchè la pellicola era vietata ai minori di quattordici anni

Non so ancora per quanto tempo saremo in grado di distinguere i martelli dai megafoni.

P.S. Non lasciate commenti ingiuriosi su mia madre:  non è colpa sua.
La propaganda ha una grande efficacia. Anche su noi stessi. Non vi stanno un po’ sui coglioni stì zingari che rubano e che chiedono l’elemosina ?

P.S. Per chi volesse la  traduzione dell’ormai famoso articolo del Clarin, eccola.

07/7/08

L’uranio e i cavalli

Grafico che illustra il prezzo dell'uranio, in netta impennata dal 2001 a oggi.Internazionale di due settimane fa (n. 750 del 27 giugno) pubblica un interessante articolo sulla disponibilità di uranio nel mondo.

Isabelle Chevalley e Pierre Bonnard, nel loro articolo per il giornale svizzero Le Temps, chiaramente e dichiaratamente antinucleare, riportano un dato, che, se corretto, sarebbe veramente di grande interesse: pare che già nel 2003 la domanda di combustibile nucleare (uranio arricchito) fosse stata soddisfatta per metà dalle risorse minerarie, e per l’altra metà da riserve militari. Ovvero: di uranio non ce n’è poi così tanto…

La figura in alto in effetti, non fa altro che confermare la scarsa disponibilità, evidenziando un’impennata dei prezzi notevole. Potete cliccarci sopra per approfondimenti.

Quindi, riassumendo

  • le centrali nucleari sono molto costose e richiedono molti anni per entrare a regime, nel calcolo dell’efficienza non si tiene conto nè dei sussidi statali a questa fonte rinnovabile, nè dei costi di dismissione e di smaltimento dei rifiuti;
  • negli altri paesi la corsa al nucleare si è fermata a vantaggio di altre rinnovabili;
  • dello smaltimento dei rifiuti radioattivi in Italia sarebbe incaricata direttamente la Camorra (magari in Somalia, se serve) visto l’ottimo curriculum di cui dispone;
  • i costi di assicurazione di un impianto sono talmente proibitivi, da rendere possibile il contratto ai soli Stati (ecco la ragione per cui è un’energia di Stato, e qui il tema del libero mercato non lo tira più fuori nessuno)
  • per finire, anche l’uranio sta finendo.

Cosa se ne deduce ? Che i fautori del nucleare sono stupidi, imbecilli e incompetenti ? No, non pecchiamo di ingenuità: si tratta di infrastrutture costosissime, investimenti plurimiliardari. E ogni infrastruttura plurimiliardaria ha un utile plurimiliardario, con un margine ancor più elevato se a pagare è lo Stato.

Per correttezza è bene citare anche  l’altra campana, quella dei promotori del nucleare. Dicono che è l’unico modo per ridurre le emissioni (quelle di CO2, la radioattività non è considerata un’emissione), che le centrali  di nuova generazione saranno più ecologiche, che bisogna ridurre la dipendenza energetica del nostro paese, etc etc.

Uno dei più importanti rappresentanti di questo punto di vista è Chicco Testa: sul suo sito c’è una raccolta di analisi e studi, che naturalmente in alcun modo sfiorano le argomentazioni sopra citate,  e che sono estremamente favorevoli al nucleare.  Nella sezione foto, inoltre, c’è una bella immagine di un sorridente Chicco Testa  a cavallo, con indosso un bel gilet rosa.

Cuor contenti il ciel li aiuta.

Immagine che illustra la curva di Hubbert. Testo: Wake up!P.S. A breve i media ufficializzeranno l’esistenza del peak oil: da settembre aspettiamoci in tv un mare di esperti che ci parleranno della curva di Hubbert, di come affrontare la crisi, e naturalmente, dell’unica soluzione possibile: il nucleare.

Mi raccomando, subito convinti, così non facciamo perdere tempo ai ragazzi, che devono andare a cavallo! Il tempo è denaro!

07/4/08

La maggior parte della gente che conosco…

Gente sfocataLa maggior parte della gente che conosco pensa che anche se le cose stanno andando male prima o poi miglioreranno. E quindi non se ne cura.

La maggior parte della gente che conosco pensa che Berlusconi sia un grande imprenditore e che non lo lasciano lavorare; i più lucidi pensano comunque che Prodi sia peggio. E guardano molta tv.

La maggior parte della gente che conosco pensa che Veltroni e D’Alema siano  come tutti gli altri. E guarda molta tv, dimenticandosi che Blair non era come gli altri.

La maggior parte della gente che conosco pensa che i giornali scrivano solo la verità, e siano tutto sommato liberi. E legge poco.

La maggior parte della gente che conosco pensa che l’Italia sia ancora una delle economie più grandi del mondo, non come l’Argentina. E questi sono quelli che leggono soprattutto lo sport.

La maggior parte della gente che conosco non si preoccupa della pensione, perchè tanto è giovane e non vede la vecchiaia dietro l’angolo. E si sbaglia.

La maggior parte della gente che conosco pensa che le droghe siano tutte uguali. E ogni tanto, uno ci rimane.

La maggior parte della gente che conosco sotto sotto vorrebbe avere un SUV per vedere le cose dall’alto. E, sotto sotto, rosica.

La maggior parte della gente che conosco pensa che la crescita professionale sia basata sulla rete sociale. E finge di non sapere che si chiama clientelismo.

La maggior parte della gente che conosco pensa che la mafia sia un problema di quei terroni scansafatiche. E se deve comprare una bici, va in Piazza Verdi.

La maggior parte della gente che conosco oscilla tra il sogno della ricchezza e quello del potere. E se gli capita un cancro in famiglia, chiama l’ANT.

La maggior parte della gente che conosco si intende molto di cucina e di vino. E quando non ha tempo, si mangia i Quattro Salti in Padella, che non sono poi così cattivi.

La maggior parte della gente che conosco dice che Bologna è cambiata, che è piena di marocchini. E  vent’anni fa diceva che era piena di terroni.

La maggior parte della gente che conosco pensa che, alla fin fine, siamo tutti qualunquisti. E forse ha ragione.

La maggior parte della gente che conosco quasi si commuove davanti a un seno, piccolo o grande che sia. Meno male.

La maggior parte della gente che conosco pensa che il mondo finisca a Porta San Vitale. Eppure, appena chiude gli occhi, sorride.

07/2/08

Una lettura istruttiva

Il rapporto di Amnesty International sui diritti umaniUna piccola ma istruttiva lettura è il rapporto di Amnesty International.

E’ istruttiva non tanto per avere un quadro più chiaro della situazione politica mondiale e dei diritti umani.

E’ istruttiva dal punto di vista antropologico.

L’ultimo secolo è stato dettato dal primato della scienza, da una vissione antropocentrica che ci mostra un uomo progredito, avanzato, che domina la natura fino a piegarla al suo volere.

Beh, sono tutte cazzate. L’agenda dell’evoluzione dell’uomo si misura in migliaia di anni, forse milioni. Non è una piccola scoperta scientifica ad aggiornarla. L’uomo non è cambiato, dai tempi di Torquemada, dai tempi delle Crociate. L’uomo non cambia così facilmente. Anche noi non cambiamo facilmente, del resto.

Leggo sul Corriere che un giornalista di Vanity Fair ha voluto provare il waterboarding (ha girato anche un video per documentare l’esperienza: resiste meno di dieci secondi). Si tratta di una pratica di tortura basata sulla sensazione di annegamento. Sembra piuttosto evoluta.

Una vecchia stampa riproduce l'antica tortura dell'acquaMa non è vero. Anche qua, non è un primato. Non si è inventato nulla. I ragazzi in abito talare già conoscevano e somministravano la tortura dell’acqua ai tempi della Santa, anzi, Santissima Inquisizione.

Siamo ancora al Medioevo, non ne siamo ancora usciti.

Sì, forse la scienza ci aiuterà a uscire dalla tenebra. Più facile sia la coscienza. Che adesso è un po’ annebbiata.

07/1/08

Camminare sotto la pioggia

Ieri sera ho risentito questa canzone. E ho anche pedalato sotto la pioggia. Come quando avevo sedici anni, e tornavo a casa dopo essere stato da Penna. E magari pioveva.