Archivio di Agosto 2008

Il nucleare non va di moda

Sabato, 30 Agosto 2008

Materiali RadioattiviAdesso parlarne non è più trendy. E’ meglio parlare di ubriachi e drogati alla guida, oltre che, naturalmente, di sicurezza.

Ma ieri è stato comunicato che la settimana scorsa c’era stato un piccolo incidente in Belgio. Una fuga radioattiva, niente di grave: le autorità hanno solo invitato a non mangiare più prodotti della zona e a non portare animali al pascolo, nel raggio di 5 chilometri dall’incidente. Roba da poco.

Non fateci caso, non è importante. Il nucleare è sicuro. Tranquilli, ragazzi, lasciateci lavorare, e non bevete troppo, soprattutto al volante!

La veglia del suddito

Venerdì, 29 Agosto 2008

Obama in FloridaStanotte sono stato sveglio fino alle cinque per seguire il discorso di Barak Obama (o perchè ultimamente soffro di insonnia ? Probabilmente per entrambi i motivi).

Aspettavo le parole del profeta del cambiamento con trepidazione, proprio come un suddito inglese avrebbe atteso trecento anni fa davanti a Westminster il discorso del re.

E di certo l’eloquio di Obama non delude: anche solo lo slogan “Yes, we can” fa impallidire qualunque demiurgo della comunicazione italiana (e infatti abbiamo visto come i tentativi di importazione siano stati per lo meno inappropriati).

Ero sveglio per cercare di capire se davvero ci si può attendere un reale cambiamento, se ci si può aspettare da parte di questo popolo così potente, soprattutto da un punto di vista militare, una revisione di quella dottrina “eccezionalistica” che lo rendeva super partes e che lo ha obbligato negli ultimi decenni a guidare il mondo intero trascurando una visione sistemica della razza umana e del nostro pianeta.

E dunque, ci si può attendere un cambiamento ? Non ancora, a mio avviso, ma la strada è giusta.

Il candidato alla Presidenza ha parlato più volte come futuro comandante in capo dell’esercito americano, ha più volte ricordato lo stato di guerra del paese, ha sventolato lo spauracchio del fantomatico Osama Bin Laden e delle caverne in cui si nasconde, e ha rinnovato la promessa di un forte impegno militare in Afghanistan oltre che contro la rete terroristica che si annida in ottanta paesi (ottanta, se ricordo bene: mica quattro ! E qua un dubbio potrebbe anche venirgli… ma lasciamo stare). E ha anche fermamente annunciato la decisione del ritiro delle truppe dall’Iraq.

Ha detto che “il cambiamento non verrà da Washington, ma a Washington”. E questa è una bella frase, che sono sicuro che sarà importata nelle prossime campagne elettorali europee.

Poi ha rinnovato l’impegno per introdurre misure economiche a vantaggio dei meno abbienti con la promessa di ridurre i favori e i vantaggi alle lobbies e alle grandi multinazionali. Ha garantito un impegno per riformare il sistema scolastico americano e renderlo più giusto e accessibile a tutti, e anche qui ha usato un’espressione atipica rispetto all’arrogante grandeur tipica dei presidenti americani: ha detto infatti “Io e Michelle siamo qui stanotte soltanto perchè ci è stata data la possibilità di studiare”.

Ma soprattutto ha promesso di ridurre la dipendenza energetica degli Stati Uniti dal Medio Oriente.

Novità di rilievo ? Soprattutto l’ultima che ho elencato: sembra che gli Stati Uniti debbano prendere consapevolezza che il petrolio è un laccio al collo dei paesi che non lo possiedono.
Perchè quest’attenzione all’approvvigionamento energetico ancor più forte che ai temi fiscali ed economici ? Perchè è più importante, a mio avviso. E perchè a questo punto è lecito ritenere che nelle alte sfere ci sia consapevolezza di essere molto vicini al picco di Hubbert, ossia quel punto di una curva superato il quale il costo di una risorsa mineraria diviene sempre più oneroso.

E’ lecito attendersi quindi che sarà la dipendenza energetica, e non l’instabilità economica o politica, la spina nel fianco dei prossimi anni.

E questo è il cambiamento più apprezzabile: il parlar chiaro a una nazione che aveva fatto della certezza del consumo una vera e propria religione.

Per il resto Obama ha promesso una dura battaglia in termini di diritti civili e sociali. In questo caso credo che faccia sul serio: ha anche citato il cancro di sua madre e la lotta con le compagnie assicurative per avere cure durante la malattia.

Ma la sensazione è purtroppo negativa per un suddito ai confini del regno. Sì, può darsi che possa trattarsi di un grande Presidente per gli Stati Uniti. Ma non sarà altrettanto grande per il mondo intero. Al limite sarà un grande comandante.

Però può ben essere l’inizio di una via di cambiamento, può essere un vento nuovo. Forse soltanto una brezza, ma già qualcosa rispetto all’arrogante afa promordiale che ha fatto scendere questa cappa sul nostro futuro.

Da bravi sudditi, vale la pena crederci: non c’è molta scelta.

Con un piccolo aiuto dei miei amici…

Mercoledì, 27 Agosto 2008

…potrebbero riprendere anche i commenti ai miei post!

Che cos’è una bull-trap ?

Lunedì, 25 Agosto 2008

Nikolai Dmitrijewitsch Kondratieff (1892 - 1938) Una bull trap (trappola per tori) è un segnale del mercato che dice che una discesa è finita, mentre invece il mercato continua a scendere. Chi entra, o si accorge subito di aver sbagliato nella valutazione del segnale, oppure si fa molto male.

Sto smettendo di credere nella correttezza dei mercati. Ci sono due articoli pubblicati (anzi, tradotti) da Comedonchisciotte che ho trovato di grande interesse. Il primo, di Alejandro Nadal (qui la versione originale), mette in discussione la correlazione tra inflazione e disoccupazione e di conseguenza attacca la politica delle banche centrali tesa solo al controllo dei mercati attraverso i tassi e inattiva nei confronti della deregolamentazione finanziaria; il secondo di Danny Schechter (versione originale qui) invece si domanda il perchè di fronte, anche solo in via ipotetica, ad un collasso del sistema finanziario, i candidati alla Casa Bianca non tengano nel minimo conto questa ipotesi.

Senza catastrofismi, io  però sono propenso a credere a un’altra ipotesi, di ispirazione forse vichiana: i cicli di Kondratiev. E secondo me, per un po’ di tempo non butterà un gran chè bene. Come Daniel Gros evidenzia benissimo su Lavoce.info: “Il prezzo del petrolio rimarrà dunque elevato e variabile fino a quando i produttori continueranno ad aspettarsi che i prezzi possano solo salire“. E considerando che l’economia mondiale dipende esclusivamente da questa risorsa, non c’è da essere molto ottimisti.

Se uno accetta l’esistenza delle onde k, allora la domanda da porsi è: in che punto della curva ci troviamo ? E la risposta mi sembra obbligata. Sbagliare risposta, significa rischhiare di trovarsi imprigionati  nella bull trap, la trappola per tori.  E il gioco, per me, non vale la candela.

Bolt dal punto di vista italiano

Sabato, 23 Agosto 2008

Un leghista col fucile in mano dice all'altro: - Gemin, ma ti ga visto ier alla tv quanto l'è veloce quel negher?. E l'altro risponde: Finchè nun l'è ga anca capase de correr a zig zag, non è un problema.

Filo, contati questo !

Sabato, 23 Agosto 2008

… se ci riesci !

Per quelli a cui piace il genere, questo è un altro video! Dei mostri !

Un po’ di sano e onesto millenarismo

Giovedì, 21 Agosto 2008

Un ritratto di Davide LazzarettiConoscete la storia di John Titor ? E’ un sedicente viaggiatore del tempo che, proveniente dal futuro, all’inizio del duemila ha lanciato una serie di gufate spaventose.

Beh, con cadenza bimestrale un altro tremendo gufo posta  sul newsgroup it.economia.borsa: si chiama Emmanuel Christ. L’ultima iazza (formula dialettale per identificare l’attività del menagramo: ex. Tirare una iazza) l’ha tirata stanotte, prevedendo crolli in borsa.

E’ chiaro che si tratta di sciocchezze, però…
Però i millenaristi del mercato purtroppo ci sono, e a volte sono anche attendibili. L’altro ieri, ad esempio, la Reuters riportava le parole di Kenneth Rogoff , un ex pezzo grosso del FMI, che, senza far nomi, prevedeva di qui a poco il crollo di un grande colosso bancario americano.

Sì, lo ammetto, sono un po’ superstizioso. Non con i gatti neri, le scale o gli specchi rotti. Ma la storia di Davide Lazzaretti, ad esempio, è interessante. E se un giorno vi dovesse capitare di andare sulla cima del Monte Labbro, alle pendici dell’Amiata, sentireste un vento e godreste di un paesaggio che vi potrebbe far rivedere con altri occhi molte cose. Si tratta di uno dei posti più suggestivi che io abbia mai visto.