
Ogni volta che parlo con qualcuno del mio futuro progetto di emigrazione, mi becco del coglione.
“Ma sei matto ?!” dicono, “E’ una città grigia, chiusa. Non riuscirai mai a inserirti. Non troverai mai lavoro, farai una vita grigia…” etc. etc. etc.
Io, nel dubbio, ascolto i nastri. Per esempio:”Est ce qu’il faut regler à la caisse?”
Del resto qua, l’ultimo lavoro che mi hanno offerto, è di vendere libri: per ogni copia venduta il cui lettore lascia un commento sul blog, dieci euro. In agosto. Potrei venderne anche sei o sette, con un po’ di fortuna…
Il faut regler à la caisse.
Parigi, Parigi. E chi sa mai che un giorno , davanti a un buon bicchiere di Pinot nero…

…io vorrei sapere il proseguimento della frase, grazie!
Non prosegue. E’ soltanto un pensiero di speranza, buttato lì a casaccio.
Maddai,
non conta tanto la meta, ma come passa il viaggio..
e tu in viaggio ci sei gia’ da parecchio.. con la testa; sposta le ossa adesso, vecchio!
ciao
A & A (& S & C)
Ospiti illustri, oggi sul blog ! Lieto di vedervi qui, anzi, lietissimo !