Parigi val bene una messa

Ogni volta che parlo con qualcuno del mio futuro progetto di emigrazione, mi becco del coglione.
“Ma sei matto ?!” dicono, “E’ una città grigia, chiusa. Non riuscirai mai a inserirti. Non troverai mai lavoro, farai una vita grigia…” etc. etc. etc.
Io, nel dubbio, ascolto i nastri. Per esempio:”Est ce qu’il faut regler à la caisse?”
Del resto qua, l’ultimo lavoro che mi hanno offerto, è di vendere libri: per ogni copia venduta il cui lettore lascia un commento sul blog, dieci euro. In agosto. Potrei venderne anche sei o sette, con un po’ di fortuna…
Il faut regler à la caisse.
Parigi, Parigi. E chi sa mai che un giorno , davanti a un buon bicchiere di Pinot nero…







7 Agosto 2008 alle 13:07
…io vorrei sapere il proseguimento della frase, grazie!
7 Agosto 2008 alle 17:26
Non prosegue. E’ soltanto un pensiero di speranza, buttato lì a casaccio.
7 Agosto 2008 alle 18:27
Maddai,
non conta tanto la meta, ma come passa il viaggio..
e tu in viaggio ci sei gia’ da parecchio.. con la testa; sposta le ossa adesso, vecchio!
ciao
A & A (& S & C)
7 Agosto 2008 alle 18:29
Ospiti illustri, oggi sul blog ! Lieto di vedervi qui, anzi, lietissimo !