Capitalismo più socialismo ?

KeynesLa maggior parte degli analisti (Draghi compreso) ritengono, probabilmente a ragione, che l’attuale crisi del settore finanziario mondiale, riducendo prima la liquidità e poi  i valori dei corsi azionari, porterà deflazione e non inflazione. Le ragioni che inducono questa previsione sono molteplici, prima tra tutte il raffronto con la crisi del 29. L’altra invece deriva dalla restrizione della liquidità che dovrebbe portare deflazione.

Ma io non credo che andrà così. Mi sembra una favoletta, dove i cattivi disonesti perdono e i poveri onesti che sono stati prudenti, alla fine guadagnano. No, non andrà così: pagheremo noi, pagheremo tutto, sotto forma di prelievi fiscali e di inflazione. E zitti !

Allora: innanzitutto la crisi del 29 centra  poco: lì fallivano i piccoli istituti bancari, qua falliscono i colossi. E per di più, i più esposti abbiamo visto essere le banche d’affari.

Ma il punto fondamentale sarà il comportamento delle banche centrali. Quando la crisi finanziaria passerà all’economia reale, per dare ossigeno sarà necessario abbassare i tassi. In America hanno ancora poco ossigeno, noi in Europa un po’ di più. E allora? Presto detto.

La notizia che negli Stati Uniti paga il banco, e non i giocatori (azione attraverso  la quale si istituzionalizza il socialismo bancario, ma ci tornerò sopra) porterà a un deprezzamento del dollaro, visto che non hanno fondi e si indebitano ulteriormente. Ciò renderà l’euro più forte, ma le nostre esportazioni ne risentiranno violentemente. Calo della produzione industriale, aumento dei prezzi delle commodities già in atto… ed ecco uno splendido scenario inflattivo.

Quando paga lo Stato, paghiamo noi, o in forma di maggiori oneri tributari, o in forma di inflazione. Ma lo Stato chi sta pagando ? Sta pagando la finanza scellerata, non l’economia reale. Non misure a sostegno delle riduzioni sul prelievo fiscale, o investimenti in infrastrutture, ma un continuo drenaggio di risorse pubbliche nelle tasche di finanzieri e di management.

Non è la rivalutazione di un approccio keinesiano, come erroneamente scrive Zucconi in un articolo di cui condivido tutti gli altri pensieri. Keines parlava di interventi di politica monetaria per influenzare i livelli di occupazione.Non diceva di pagare i debiti di questi ladri, tuttaltro !

Il sempre lungimirante Benetazzo oggi scrive:

Once we were bankers, cioè una volta eravamo banchieri, così si presenteranno tra dieci anni davanti ad una pinta di birra in un qualche squallido pub di alcolizzati, molti consiglieri di amministrazione di istituti di credito e di banche d’affari che sono destinati a fallire nei prossimi trimestri.

Benetazzo ha la vista lunga, perchè le sue analisi partono dall’economia reale, per poi valutare l’influenza sul sistema finanziario: è un fondamentalista, si potrebbe dire. Ma stavolta, purtroppo, si illude. Probabilmente pronunceranno questa frase, ma seduti sotto le pergole delle loro case di campagna, purtroppo.

Queste misure, quindi,  servono solo a posticipare, a rimandare. A quando ? A dopo le elezioni, a dopo che i manager saranno riusciti a salvare i loro patrimoni sulla scorta di notizie riservate sull’andamento delle società che operano nell’economia reale, a dopo che ci avranno insegnato che il modello del capitalismo e quello del socialismo possono andare a braccetto, in questa nuova e turpe forma che prende il nome di socialismo bancario.

Dall’unione del nazionalismo e del socialismo nacque il partito na-zista. Dall’unione del capitalismo col socialismo nascerà il partito ca-zzista. E chi sa che il futuro di questo nuovo movimento politico non abbia già messo le radici nel presente del mio paese.

Commenti

  1. giovanna battista rassaval scrive:

    perdonami una domanda, alle 6.30 del mattino mi girano un po’ i cosiddetti, mai che riesca a farmi un’intera notte di sonno io… ma dopo tutte queste informazioni che stai elargendo a piene mani negli ultimi giorni, la domanda sorge spontanea… leggo che hai doverosamente fatto un distinguo tra economia reale e quel mondo totalmente virtuale, e a mio personalissimo parere, errato e amorale, che è il sistema finanziario… e poi lanci un bel sasso in questo lurido stagno del predetto sistema finanziario, puntando, ancora giustamente, il dito: “Ma lo Stato chi sta pagando ? Sta pagando la finanza scellerata, non l’economia reale. Non misure a sostegno delle riduzioni sul prelievo fiscale, o investimenti in infrastrutture, ma un continuo drenaggio di risorse pubbliche nelle tasche di finanzieri e di management.”… ma poi la manina, quella sporca intendo, dove l’hai nascosta? non si parla mai di tutti quei piccoli “risparmiatori” (qualche miliardo?) che in questi anni hanno affidato i loro piccoli risparmi nelle mani di scellerati finanzieri, inseguendo quello che non può essere che definito se non come “l’illusione di un guadagno facile facile”… e che hanno visto andare in fumo i loro risparmi… ma guarda un po’ che strano… e dovevamo arrivare ad una crisi come questa per svegliarci e renderci conto che questo schifo di sistema non avrebbe mai funzionato, in primis, e che non avrebbe mai portato ad alcunché di buono, in secundis? ma poveri piccoli risparmiatori, sono stati illusi da gente cattiva, cattiva, cattiva, è stato detto loro che i loro soldini erano al sicuro… tanti piccoli pinocchietti, inermi in un mondo di gatti e di volpi… da bambini la favola non ve l’ha letta nessuno? ma poveri piccoli risparmiatori, che hanno alimentato un sistema corrotto, morboso e perverso, ma loro non potevano sapere che a giocare con il fuoco, ogni tanto si rischia di restare scottati, no eh?… ma poveri piccoli risparmiatori, che dopo una vita passata a lavorare, per alcuni anni sono andati in giro tronfi e spocchiosi, parlando come yuppies newyorkesi in pausa pranzo da starbuks… come si devono essere sentiti fichi, fichi da morire… ma poveri piccoli risparmiatori, che adesso piangono e si disperano, e puntano il dito contro tutte le persone cattive cattive cattive di questo mondo… e che proprio non si vogliono rendere conto di essere responsabili anche loro, perché finché andava bene, questo sistema l’hanno alimentato, eccome se lo hanno alimentato!!! ma proprio non si vogliono rendere conto di essere responsabili anche loro, e che non pagheranno solo loro, e che loro non sono tutti, ma pagheremo soprattutto noi, noi che paghiamo sempre, e che siamo in tanti, poveri piccoli pesciolini, posti sull’ultimo gradino di questa enorme scala alimentare, quelli che non hanno mai potuto risparmiare neanche un soldino, figuriamoci investirlo… e che grazie a tutti gli altri ci toccherà lavorare fino al giorno della nostra morte… ma tanto, chissenefrega???… vogliamo parlare di questi poveri piccoli risparmiatori e ogni tanto pretendere che ognuno di noi si assume le proprie schife responsabilità, o continuare a fare questo inutile giochino del “ma io non lo sapevo” o del “non sono stato io” o del “ha iniziato prima lui” o del”non è colpa mia” o del “il cattivo è lui”???

  2. giovanna battista rassaval scrive:

    magari… assuma???

  3. Chicco scrive:

    Tanto i risparmi di tutti finiranno dentro il buco nero di quel bosone di Higgs…