Due o tre banalità che nella vita ho capito tardi

Soutine su RembrandtChe non si può cambiare il mondo. Ma che è il mondo che cambia te, e di solito in peggio.
Che bisogna imparare a controllare le proprie paure.
Che per piacere alle donne non conta l’altezza. Cioè, per meglio dire: che conta meno di quanto pensassi.
Che la verità non esiste. Esistono i punti di vista.
Che lasciarsi andare ai rimorsi non ha senso. Ma è inevitabile quando si sta per prendere sonno.
Che l’affetto dei genitori è come l’olio sull’insalata. Lo si dà per scontato, ma quando poi non c’è ci vuole tempo ad abituare il palato alla ruvidezza della foglia.
Che la cosa più importante della vita non è la figa, ma l’amore. Subito dopo c’è la figa, ovviamente.
Che la politica ha senso solo se la si fa. Seguirla è come essere appassionati di calcio e tifare la squadra del cuore.
Che spesso bisogna lasciar parlare, lasciar dire, lasciar fare. Tanto sarebbe inutile.
Che, anche se non mi piace, la versione live di Knocking on heaven’s door dei Guns n’ Roses, in fondo un suo perchè ce l’aveva.
Che alla maggior parte di noi piace farsi ingannare. Cominciamo da bambini, e non riusciamo più a smettere.
Che la maggior parte della musica jazz non mi piace.
Che se avessi fatto altre scelte la mia vita sarebbe stata diversa. Ma forse peggiore.
Che il peperoncino mi dà fastidio alla pancia.
Che si può rinunciare a gran parte della propria dignità e accettare qualunque cosa, ma che bisogna esserne consapevoli. E che però bisogna porre un limite, inderogabile.
Che si può cucinare meravigliosamente con tre ingredienti in croce, basta che siano buoni.
Che il futuro non è quasi mai come lo si immagina.
Che non esistono persone buone. Esistono persone cattive che a volte si comportano in modo buono, e esistono persone molto cattive.
Che il mondo è grande, ma grande davvero.
Che la maggior parte della gente non sa guardarsi dentro, non si conosce. Ed è per questo che a volte si stupisce di se stessa.
Che una delle cose più difficili è fare le condoglianze a qualcuno quando ti dispiace davvero. Ma per fortuna capita di rado.
Che nella memoria si perdono le cose più belle. E che se si riuscisse a trattenere i ricordi sarebbe molto più facile essere felici.
Che andare a correre è una rottura di coglioni immensa, ma dopo ti fa star meglio.
Che a ognuno di noi manca un pezzo che qualcun altro ha. Ma che si può vivere lo stesso anche senza.
Che non si può chiedere “Permesso?” a un cassiere durante una rapina in banca. Se si decide di rubare, bisogna farlo armi in pugno. Ma bisogna essere portati, se no è meglio lasciar stare.
Che a volte, quando si è arrabbiati, vale la pena costringersi a tacere, perchè spesso il silenzio è molto più efficace di quattro parole strozzate.
Che è vero che le cose prima o poi ti tornano in culo, non è leggenda.
Che la morte in realtà non fa paura. Ma bisogna sapere cos’è.
Che finchè si è giovani il buon senso è una dote tanto utile quanto rara. Invecchiando, diventa molto comune ma assolutamente inutile.
Che in casa propria è meglio fare pipì da seduti.