Allegro e felice

Si sa, i ricordi se ne vanno. Uno dei pochi ricordi della mia infanzia, è legato a questa canzone.  Quando ero piccolo,  e la ascoltavo,  ricordo che scoppiavo a piangere. Mia madre cercava di consolarmi, diceva che non era una canzone triste, eppure io la sentivo straziante.


O forse era proprio Mary Poppins, a mettermi tristezza. Tutti quei bambini, e quelle magie, circondati dalla miseria atroce del 1929 e dalla Grande Depressione. C’aveva poco da ballare, Dick Van Dicke: la situazione era nera, e mica solo di fuliggine.

Ancora adesso, non è un film che mi mette allegria.
Adesso, quando ascolto questa canzone, devo dire che mi piace, anche se forse la versione che preferisco è quella del modalaccio di John Coltrane (peccato che la registrazione sia troncata a metà) con quella assurda batteria poliritmica di Elvin Jones e una linea melodica che si perde completamente. Forse è per questo che mi piace di più: perchè la melodia sparisce, e resta solo una valanga di note sputate dal soprano e buttate su un pedale. Un po’ come il tempo, che getta un sacco di note sulle melodie importanti della vita, fino a farle quasi sparire. Eppure, riesce sempre a lasciare una nota sotto, un filo malinconico che ti accompagna, per non farti dimenticare quale sia la canzone che stai ascoltando.

Allegro e felice, pensieri non ho.