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	<title>gingerino &#187; i soldini degli altri</title>
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	<description>Così vanno le cose e così devono andare</description>
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		<title>Il bicchiere mezzo pieno</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 13:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>

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		<description><![CDATA[La più bella di ieri è stata quella delle borse chiuse. Ma lasciamo stare. Qui dal G7 sembra sia venuto fuori poco o niente. Il nervosismo non accenna a calare, anzi. Però, io sono moderatamente ottimista. Le previsioni sui danni all&#8217;economia reale sono a mio avviso impossibili da fare, in attesa di conoscere, oltre alle misure volte a stabilizzare i mercati finanziari, quelle dirette alla protezione delle piccole e medie imprese e al rilancio dei consumi. Le politiche fiscali da ora in poi saranno fondamentali per decifrare l&#8217;andamento dell&#8217;economia in futuro Per ora continuano a occuparsi solo della finanza, e non è un buon segno. Presto dovranno fare altri conti. Gli scenari possibili a mio avviso sono tre, uno positivo e due negativi: - Il primo prevede lacrime e sangue per i ricchi (buona parte del danno lo pagano loro): lotta vera all&#8217;evasione fiscale, con conseguente abolizione dei paradisi; prelievo fiscale crescente per i redditi alti; tasse patrimoniali, tetto ai compensi dei manager. Probabilità: 10%. - Il secondo prevede lacrime e sangue per il ceto medio e per i poveri: azzeramento della spesa pubblica; aumento del prelievo fiscale indiscriminato; prelievo coatto dai conti correnti; default di alcuni stati più deboli; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.macchianera.net/2008/10/10/mybtel/"><img class="aligncenter" title="Comprate Enel, ENI..." src="http://www.canemucca.com/macchia/compra_eni.png" alt="La solita vignetta di MAkkox" width="370" height="419" /></a></p>
<p>La più bella di ieri è stata <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-9/berlusconi-su-crisi/berlusconi-su-crisi.html">quella delle borse chiuse</a>. Ma lasciamo stare.</p>
<p>Qui <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-10/piano-g7/piano-g7.html">dal G7</a> sembra sia venuto fuori poco o niente. <a href="http://finance.yahoo.com/echarts?s=^VIX#chart1:symbol=^vix;range=3m;indicator=volume;charttype=line;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=on;source=undefined">Il nervosismo non accenna a calare, anzi</a>.</p>
<p>Però, io sono moderatamente ottimista. Le previsioni sui danni all&#8217;economia reale sono a mio avviso impossibili da fare, in attesa di conoscere, oltre alle misure volte a stabilizzare i mercati finanziari, quelle dirette alla protezione delle piccole e medie imprese e al rilancio dei consumi. Le politiche fiscali da ora in poi saranno fondamentali per decifrare l&#8217;andamento dell&#8217;economia in futuro</p>
<p>Per ora continuano a occuparsi solo della finanza, e non è un buon segno. Presto dovranno fare altri conti.</p>
<p>Gli scenari possibili a mio avviso sono tre, uno positivo e due negativi:</p>
<p>- Il primo prevede lacrime e sangue per i ricchi (buona parte del danno lo pagano loro): lotta vera all&#8217;evasione fiscale, con conseguente abolizione dei paradisi; prelievo fiscale crescente per i redditi alti; tasse patrimoniali, tetto ai compensi dei manager. <strong>Probabilità: 10%</strong>.</p>
<p>- Il secondo prevede lacrime e sangue per il ceto medio e per i poveri: azzeramento della spesa pubblica; aumento del prelievo fiscale indiscriminato; prelievo coatto dai conti correnti; default di alcuni stati più deboli; ulteriore potenziamento delle norme a garanzia delle operazioni di elusione fiscale e fuga dei capitali dai paesi più deboli; inflazione a doppia cifra; qualche blanda riduzione dei diritti civili. <strong>Probabilità: 70%.</strong></p>
<p>- Il terzo che può derivare da una degenerazione del secondo scenario, prevede lacrime e sangue per tutti: crescita dei nazionalismi; aumento della corsa agli armamenti; dittature, guerre, e devastazioni. <strong>Probabilità: 20%. </strong></p>
<p>In ogni caso questa crisi comporta inevitabilmente la fine del consumismo e la sconfitta del concetto di obsolescenza programmata nel sistema della produzione industriale. E questa non può che essere una buona notizia per i miei nipoti.</p>
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		<title>Faccio un esempio</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/10/10/faccio-un-esempio/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 13:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate di essere in duecento, fuori da una porta. La porta è aperta, ma la stanza è buia. Dentro la stanza ci sono tre persone, con dei bastoni. Anche se siete in duecento, avete paura ad entrare. E allora vi dite tra di voi: &#8220;VAi avanti tu&#8221;, e quello davanti risponde: &#8220;No tu&#8221;. E state fermi. Poi, quello davanti, non sentendo niente, dopo un po&#8217; si fa avanti, e si affaccia nella stanza buia. PEM ! Una randellata ! E giù un&#8217;altra. Il tipo cade per terra, e i tre gli saltano addosso. Gli rubano tutto, e poi lo sbattono di nuovo fuori dalla stanza, insieme agli altri duecento. Ecco cosa sta succedendo in questa settimana sui mercati. I tre tipi nella stanza sono gli hedge founds, che armati di bastoni, ovvero di leva finanziaria, massacrano chiunque tenti di entrare long. E&#8217; chiaro che se nella stanza entrassero anche solo cinquanta persone tutte insieme, anzichè uno alla volta, il gioco sarebbe finito. Ma nessuno ha il coraggio, e il gioco continua. L&#8217;unica soluzione è ovvia: togliere i bastoni dal gioco. E ci si affronta a mani nude.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="gangs-of-new-york" src="http://www.gingerino.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/gangs-of-new-york.jpg" alt="La locandina di Gangs of New York" width="150" height="221" />Immaginate di essere in duecento, fuori da una porta. La porta è aperta, ma la stanza è buia.</p>
<p>Dentro la stanza ci sono tre persone, con dei bastoni.</p>
<p>Anche se siete in duecento, avete paura ad entrare. E allora vi dite tra di voi: &#8220;VAi avanti tu&#8221;, e quello davanti risponde: &#8220;No tu&#8221;. E state fermi.</p>
<p>Poi, quello davanti, non sentendo niente, dopo un po&#8217; si fa avanti, e si affaccia nella stanza buia.</p>
<p>PEM ! Una randellata ! E giù un&#8217;altra. Il tipo cade per terra, e i tre gli saltano addosso.</p>
<p>Gli rubano tutto, e poi lo sbattono di nuovo fuori dalla stanza, insieme agli altri duecento.</p>
<p>Ecco cosa sta succedendo in questa settimana sui mercati.</p>
<p>I tre tipi nella stanza sono gli hedge founds, che armati di bastoni, ovvero di leva finanziaria, massacrano chiunque tenti di entrare long.</p>
<p>E&#8217; chiaro che se nella stanza entrassero anche solo cinquanta persone tutte insieme, anzichè uno alla volta, il gioco sarebbe finito.</p>
<p>Ma nessuno ha il coraggio, e il gioco continua.</p>
<p>L&#8217;unica soluzione è ovvia: togliere i bastoni dal gioco. E ci si affronta a mani nude.</p>
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		<title>E&#8217; la politica che distrugge il Campionato</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/10/02/e-la-politica-che-distrugge-il-campionato/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 12:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Qualunquismo spicciolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Mauro]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di Ezio Mauro di oggi richiederebbe una risposta molto approfondita. Purtroppo non ho il tempo di darla: il lavoro, devo dire fortunatamente, prende il sopravvento su questa mia attività di blogging. Due o tre cose però si possono rispondere in breve. Non prima, di una doverosa premessa: condivido e apprezzo l&#8217;anelito che muove il Direttore, e sottoscrivo la conclusione: &#8220;Una rete sociale, culturale, politica e istituzionale (basta pensare all&#8217;Europa e ai suoi ritardi) da ricostruire. Che gran compito per la politica: se la politica ci fosse, e soprattutto se fosse capace di pensare se stessa senza pensare politicamente.&#8221; Ecco le due o tre cose, però, che mi è necessario precisare. Quando Ezio Mauro parla di una Finanza che ha sfidato l&#8217;autorità tradizionale, la potestà dello Stato stessa, mettendo fuori gioco la politica come tecnica o come azione delle istituzioni, beh, mi è difficile essere d&#8217;accordo. Il la di tutto ciò, l&#8217;alfa di questa tempesta, nasce proprio da lì: dalla politica. Anzi: dalla politica malvagia, da quella affaristica e truffaldina. Esempio: non è stata forse l&#8217;azione di Greenspan ad accelerare il fenomeno di questa metastasi finanziaria ? Non è stato forse Clinton (prima di Bush) a dare il via alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-7/mauro-2ott/mauro-2ott.html"><img class="alignleft" title="ezio_mauro" src="http://www.gingerino.com/blog/wp-content/uploads/2008/10/ezio_mauro-209x300.jpg" alt="Ezio Mauro, Direttore di Repubblica" width="90" height="129" /></a>L&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-7/mauro-2ott/mauro-2ott.html">articolo di Ezio Mauro di oggi</a> richiederebbe una risposta molto approfondita. Purtroppo non ho il tempo di darla: il lavoro, devo dire fortunatamente, prende il sopravvento su questa mia attività di blogging.</p>
<p>Due o tre cose però si possono rispondere in breve. Non prima, di una doverosa premessa: condivido e apprezzo l&#8217;anelito che muove il Direttore, e sottoscrivo la conclusione:</p>
<blockquote><p>&#8220;Una rete sociale, culturale, politica e istituzionale (basta pensare all&#8217;Europa e ai suoi ritardi) da ricostruire. Che gran compito per la politica: se la politica ci fosse, e soprattutto se fosse capace di pensare se stessa senza pensare politicamente.&#8221;</p>
</blockquote>
<p>Ecco le due o tre cose, però, che mi è necessario precisare.</p>
<p>Quando Ezio Mauro parla di una Finanza che ha sfidato l&#8217;autorità tradizionale, la potestà dello Stato stessa, mettendo fuori gioco la politica come tecnica o come azione delle istituzioni, beh, mi è difficile essere d&#8217;accordo.</p>
<p>Il la di tutto ciò, l&#8217;alfa di questa tempesta, nasce proprio da lì: dalla politica. Anzi: dalla politica malvagia, da quella affaristica e truffaldina.</p>
<p>Esempio: non è stata forse l&#8217;azione di Greenspan ad accelerare il fenomeno di questa metastasi finanziaria ? Non è stato forse Clinton (prima di Bush) a dare il via alle mani libere degli istituti bancari ?</p>
<p>Ma ancora oggi non sento prese di posizione sulla legislazione bancaria, sulle responsabilità delle autorità di controllo. E mi risulta che queste leggi, che le nomine di queste autorità, siano subordinate a decisioni politiche.</p>
<p>La colpa è di chi non paga il mutuo ? Suvvia! Oppure dei trader cattivi che per guadagnarsi i premi hanno fatto pacchi e pacchetti da spargere nel ventre globale della finanza ?</p>
<p>La colpa è delle regole, caro Mauro, e Lei lo sa bene.</p>
<p>La colpa è della politica, di legislazioni volutamente carenti, delle autorità antitrust, della CONSOB, della Banca d&#8217;Italia, che aveva il dovere di vigilare. E questo per restare all&#8217;Italia. Ma lo stesso si può dire degli Stati Uniti e delle Banche Centrali.</p>
<p>La colpa viene proprio da lì, dalla corruzione dei gangli più sensibili delle istituzioni. Ed è questa corruzione che ha fatto saltare quella che lei citando Beck, definisce &#8220;l&#8217;alleanza tradizionale tra l&#8217;economia di mercato e lo Stato Sociale&#8221; ammesso che vi sia mai stata.</p>
<p>Ci sono nomi e cognomi, quindi. E sono nomi e cognomi di politici. Questo tenero sforzo di distribuire la responsabilità sulla &#8220;finanza globale&#8221; concepito come astrazione è irriguardoso nei confronti del buon senso.</p>
<p>Io al calcio, ho sempre preferito la Finanza. Ero più portato. L&#8217;ho seguita sempre come un tifoso, non come un addetto ai lavori, come un allenatore, o come un calciatore. E&#8217; quindi chiaro che le mie considerazioni non sono diverse da quelle di chi inveisce contro l&#8217;arbitro il lunedì mattina, sfogliando la Gazzetta dello Sport, magari seduto sulla tazza del cesso. Non chiedo quindi di avere la Sua autorevolezza, nè tantomeno ritengo di avere la Sua competenza.</p>
<p>Però devo segnalarLe un&#8217;altra cosa. Da bravo tifoso, ho sempre seguito le partite, e letto gli articoli che commentavano le strategie di gioco. E Le devo dire che i migliori approfondimenti li leggevo su giornali strani. La pagina di economia di un giornale politicamente delirante come Lotta Comunista, è stata spesso più rivelatoria di centinaia di commentatori televisivi. O gli approfondimenti su Le Monde Diplomatique, sempre estremamente documentati, veritieri e corretti, mi informavano puntualmente su ciò che succedeva e che poi, sarebbe successo.</p>
<p>Ma quelli come me che azzardavano determinate ipotesi, erano bollati come dietrologi, come catastrofisti, o, peggio, come nostalgici idealisti. Quelle idee sono state per anni squalificate dal dibattito corrente. Eravamo i no global (e non era vero: la globalizzazione ci piaceva, e anche molto. Ma quella vera), eravamo gli estremisti.</p>
<p>Invece era facile capire che quando gli arbitri sono venduti, quando i calciatori si vendono le partite, prima o poi salta il campionato. Non eravamo estremisti, e in molti ci dovrebbero delle scuse (visto che i soldi indietro non ce li vogliono ridare).</p>
<p>Non eravamo demagoghi e populisti, quando auspicavamo un intervento dello Stato a sostegno dei più deboli, quando vedevamo nei prelievi fiscali una forma doverosa di redistribuzione della ricchezza.</p>
<p>Ha ragione, Direttore, nel dire che non stiamo assistendo a una rinascita del socialismo. O almeno non nel socialismo in cui abbiamo creduto.</p>
<p>Se solo vi fosse l&#8217;ombra di un socialismo alle porte ( e non questo &#8220;socialismo bancario&#8221;, come più volte ho avuto modo di definirlo), allora sentirei  parlare di riduzione della leva, di obbligo di trasparenza nei bilanci delle banche, di responsabilità individuali nelle omissioni dei doverosi controlli, di revisione dei criteri di tassazione delle plusvalenze.</p>
<p>In fondo eravamo tutti a conoscenza della diffusione del fenomeno di insider trading, che ormai rende impossibile qualunque investimento in assenza di informazioni fresche. Sapevamo che le agenzie di rating agivano da decenni in un regime di conflitto di interessi, questo, a onor del vero, più volte denunciato anche sulle pagine del Suo giornale.</p>
<p>Non è demagogia, Direttore.</p>
<p>E&#8217; politica. Tutta politica. Ma è una politica che è stata estromessa dal dibattito, che è stata volontariamente esclusa come minoritaria, e infine è stata estromessa dalla rappresentazione democratica attraverso l&#8217;importazione di modelli maggioritari che, nelle mani di una classe politica corrotta e inadeguata, ci ha condotto e continuerà a condurci al disastro. Eppure, Signor Direttore, ancora pochi mesi fa si spingeva verso l&#8217;estromissione di queste idee, si spingeva al voto utile, dalle pagine del Suo giornale. E si tappava la bocca a chi, all&#8217;indomani della sconfitta, domandava un serio dibattito su temi che ora sono diventati oggetto di cronaca. <br />
 Siamo stati quelli messi fuori, insomma (bisogna dire, per doverosa correttezza, che nelle nostre file militavano idee che si autoescludevano anche solo in forza del buon senso, ma ve ne erano anche altre, oltre a queste).</p>
<p>Quindi, Caro Direttore: ci sono nomi e cognomi dietro al fallimento del Campionato. Ci sono arbitri corrotti e calciatori venduti. Sono persone fisiche, non giuridiche.</p>
<p>Ma io non chiedo vendetta. Chiedo soltanto che siano introdotte norme che rendano più difficile la truffa, nei campionati a venire. Chiedo che mi si dica che da adesso in poi il gioco tornerà ad essere onesto. Chiedo che mi si faccia un elenco di norme che regoleranno questo sport in modo certo e trasparente. Chiedo e in questo mi unisco a Lei, che si torni alla politica.</p>
<p>Chiedo insomma che mi si consenta di tornare allo Stadio,di tornare a tifare la mia squadra.</p>
<p>Sarebbe un bel segnale per il pubblico sportivo. Sicuramente tornerebbe a seguire la partita. E magari a giocare la schedina.</p>
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		<title>Stanotte, nella buia sera del capitalismo&#8230;</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/10/01/stanotte-nella-buia-sera-del-capitalismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 17:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Qualunquismo spicciolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovamente splenderà il sol del socialismo bancario! Una nuova era, un nuovo mondo, quello che sognavano i nostri padri, quello che non abbiamo mai dimenticato. Non ci sarà bisogno di rivedere le autorità di controllo sugli istituti di credito, nè di rivedere le normative fiscali che consentono la quasi totale evasione dei profitti finanziari.  Non ci sarà bisogno di modificare la disparità di trattamento finanziario tra i manager e gli altri esseri umani. Stanotte, quando approveranno il Piano Paulson, un nuovo mondo sorgerà sulle ceneri del vecchio. Poi, piano piano, il vecchio mondo tornerà a bussare alla porta, prima coperto di stracci, poi coi bastoni&#8230; P.S. Inutile dire che la vignetta è del solito Canemucca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.macchianera.net/2008/09/28/aripigliame-un-po-quel-volumone-che-avevo-buttato-nel-rusco/"><img class="alignleft" title="Marx a Wall Street" src="http://www.canemucca.com/macchia/addaveni.jpg" alt="Marx a Wall Street" width="250" height="232" /></a>Nuovamente splenderà il sol del socialismo bancario! Una nuova era, un nuovo mondo, quello che sognavano i nostri padri, quello che non abbiamo mai dimenticato.</p>
<p>Non ci sarà bisogno di rivedere le autorità di controllo sugli istituti di credito, nè di rivedere le normative fiscali che consentono la quasi totale evasione dei profitti finanziari.  Non ci sarà bisogno di modificare la disparità di trattamento finanziario tra i manager e gli altri esseri umani.</p>
<p>Stanotte, quando approveranno il Piano Paulson, un nuovo mondo sorgerà sulle ceneri del vecchio.</p>
<p>Poi, piano piano, il vecchio mondo tornerà a bussare alla porta, prima coperto di stracci, poi coi bastoni&#8230;</p>
<p>P.S. Inutile dire che la vignetta è del solito <a href="http://www.macchianera.net/author/makkox/">Canemucca</a>.<br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se la rivotano e passa&#8230;</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/09/29/se-la-rivotano-e-passa/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 18:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; hanno fatto una truffetta orrenda correndo un rischio elevatissimo. Se non passa, vedi sopra&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="file:///Users/gu/Desktop/attachment.jpg" alt="" /><img class="size-full wp-image-472 alignnone" title="1929" src="http://www.gingerino.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/1929.jpg" alt="" width="299" height="400" /></p>
<p style="text-align: left;">&#8230; hanno fatto una truffetta orrenda correndo un rischio elevatissimo. Se non passa, vedi sopra&#8230;</p>
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		<title>Capitalismo più socialismo ?</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/09/20/capitalismo-piu-socialismo/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 15:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggior parte degli analisti (Draghi compreso) ritengono, probabilmente a ragione, che l&#8217;attuale crisi del settore finanziario mondiale, riducendo prima la liquidità e poi  i valori dei corsi azionari, porterà deflazione e non inflazione. Le ragioni che inducono questa previsione sono molteplici, prima tra tutte il raffronto con la crisi del 29. L&#8217;altra invece deriva dalla restrizione della liquidità che dovrebbe portare deflazione. Ma io non credo che andrà così. Mi sembra una favoletta, dove i cattivi disonesti perdono e i poveri onesti che sono stati prudenti, alla fine guadagnano. No, non andrà così: pagheremo noi, pagheremo tutto, sotto forma di prelievi fiscali e di inflazione. E zitti ! Allora: innanzitutto la crisi del 29 centra  poco: lì fallivano i piccoli istituti bancari, qua falliscono i colossi. E per di più, i più esposti abbiamo visto essere le banche d&#8217;affari. Ma il punto fondamentale sarà il comportamento delle banche centrali. Quando la crisi finanziaria passerà all&#8217;economia reale, per dare ossigeno sarà necessario abbassare i tassi. In America hanno ancora poco ossigeno, noi in Europa un po&#8217; di più. E allora? Presto detto. La notizia che negli Stati Uniti paga il banco, e non i giocatori (azione attraverso  la quale si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Maynard_Keynes"><img class="alignleft" title="Keynes" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/66/John_Maynard_Keynes.jpg" alt="Keynes" width="150" height="158" /></a>La <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000621.html">maggior parte degli analisti</a> (<a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/09/16/1101757763587-draghi-una-peggiori-crisi-storia.shtml">Draghi compreso</a>) ritengono, probabilmente a ragione, che l&#8217;attuale crisi del settore finanziario mondiale, riducendo prima la liquidità e poi  i valori dei corsi azionari, porterà <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deflazione">deflazione </a> e non inflazione. Le ragioni che inducono questa previsione sono molteplici, prima tra tutte il raffronto con la crisi del 29. L&#8217;altra invece deriva dalla restrizione della liquidità che dovrebbe portare deflazione.</p>
<p>Ma io non credo che andrà così. Mi sembra una favoletta, dove i cattivi disonesti perdono e i poveri onesti che sono stati prudenti, alla fine guadagnano. No, non andrà così: pagheremo noi, pagheremo tutto, sotto forma di prelievi fiscali e di inflazione. E zitti !</p>
<p>Allora: innanzitutto la crisi del 29 centra  poco: lì fallivano i piccoli istituti bancari, qua falliscono i colossi. E per di più, i più esposti abbiamo visto essere le banche d&#8217;affari.</p>
<p>Ma il punto fondamentale sarà il comportamento delle banche centrali. Quando la crisi finanziaria passerà all&#8217;economia reale, per dare ossigeno sarà necessario abbassare i tassi. In America hanno ancora poco ossigeno, noi in Europa un po&#8217; di più. E allora? Presto detto.</p>
<p>La notizia che negli Stati Uniti paga il banco, e non i giocatori (azione attraverso  la quale si istituzionalizza il socialismo bancario, ma ci tornerò sopra) porterà a un deprezzamento del dollaro, visto che non hanno fondi e si indebitano ulteriormente. Ciò renderà l&#8217;euro più forte, ma le nostre esportazioni ne risentiranno violentemente. Calo della produzione industriale, aumento dei prezzi delle commodities già in atto&#8230; ed ecco uno splendido scenario inflattivo.</p>
<p>Quando paga lo Stato, paghiamo noi, o in forma di maggiori oneri tributari, o in forma di inflazione. Ma lo Stato chi sta pagando ? Sta pagando la finanza scellerata, non l&#8217;economia reale. Non misure a sostegno delle riduzioni sul prelievo fiscale, o investimenti in infrastrutture, ma un continuo drenaggio di risorse pubbliche nelle tasche di finanzieri e di management.</p>
<p>Non è la rivalutazione di un approccio keinesiano, come erroneamente <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/borse-7/rivincita-keynes/rivincita-keynes.html">scrive Zucconi</a> in un articolo di cui condivido tutti gli altri pensieri. Keines parlava di interventi di politica monetaria per influenzare i livelli di occupazione.Non diceva di pagare i debiti di questi ladri, tuttaltro !</p>
<p>Il <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5031">sempre lungimirante Benetazzo oggi scrive</a>:</p>
<blockquote><p>Once we were bankers, cioè una volta eravamo banchieri, così si presenteranno tra dieci anni davanti ad una pinta di birra in un qualche squallido pub di alcolizzati, molti consiglieri di amministrazione di istituti di credito e di banche d&#8217;affari che sono destinati a fallire nei prossimi trimestri.</p>
</blockquote>
<p>Benetazzo ha la vista lunga, perchè le sue analisi partono dall&#8217;economia reale, per poi valutare l&#8217;influenza sul sistema finanziario: è un fondamentalista, si potrebbe dire. Ma stavolta, purtroppo, si illude. Probabilmente pronunceranno questa frase, ma seduti sotto le pergole delle loro case di campagna, purtroppo.</p>
<p>Queste misure, quindi,  servono solo a posticipare, a rimandare. A quando ? A dopo le elezioni, a dopo che i manager saranno riusciti a salvare i loro patrimoni sulla scorta di notizie riservate sull&#8217;andamento delle società che operano nell&#8217;economia reale, a dopo che ci avranno insegnato che il modello del capitalismo e quello del socialismo possono andare a braccetto, in questa nuova e turpe forma che prende il nome di socialismo bancario.</p>
<p><strong>Dall&#8217;unione del nazionalismo e del socialismo nacque il partito na-zista. Dall&#8217;unione del capitalismo col socialismo nascerà il partito ca-zzista.</strong> E chi sa che il futuro di questo nuovo movimento politico non abbia già messo le radici nel presente del mio paese.</p>
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		<title>Il parere di S. sulla crisi</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/09/19/il-parere-di-s-sulla-crisi/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 10:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[AIG]]></category>
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		<category><![CDATA[Lehman]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grafico qui a fianco è quello della crisi del 1929. Secondo alcuni ci sono dei paralleli, per lo meno nella dimensione della crisi. Quando nel 1920 Hoover creò la Grain Stabilization Corporation e la Cotton Stabilization Corporation, per calmierare i prezzi del grano e del cotone, la misura non fu sufficiente a fermare la crisi, che perdurò fino al luglio del 1932. Quindi, in questa giornata di facili entusiasmi finanziari, la storia ci invita alla prudenza. Inoltre, c&#8217;è anche chi pensa male, analizzando lo sviluppo della recente crisi. Oggi voglio scrivere l&#8217;opinione di un caro amico, ex dirigente della Chase Manhattan Bank, ora in pensione. E&#8217; un uomo con idee politiche opposte alle mie. E forse alcune delle sue idee, in questo momento, vivono una fase di contraddizione. Gli avevo scritto negli Stati Uniti per avere ragguagli sullo stato della crisi e in particolare sulla General Electric della quale possiedo qualche obbligazione (che scade tra un mese, però). Ecco la sua risposta: &#8220;Mai visto la ge a questo livello di p/e, ma possedere azioni è rischioso come abbiamo detto molte volte. Tutto sembra facile quando le cose vanno. La ragione di limitare l&#8217;esposizione in azioni è che le condizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marketoracle.co.uk/Article4886.html"><img class="alignleft" title="1929, il crash" src="http://www.marketoracle.co.uk/images/1929-stock-market-crash-dow-chart-image005.png" alt="Il grafico della crisi del 29 dal sito Market Oracle" width="200" height="155" /></a>Il grafico qui a fianco è quello della crisi del 1929. Secondo alcuni ci sono dei paralleli, per lo meno nella dimensione della crisi. Quando nel 1920 Hoover creò la Grain Stabilization Corporation e la Cotton Stabilization Corporation, per calmierare i prezzi del grano e del cotone, la misura non fu sufficiente a fermare la crisi, che perdurò fino al luglio del 1932. Quindi, <a href="http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&amp;sid=am.XqrSCUntI&amp;refer=home">in questa giornata di facili entusiasmi finanziari</a>, la storia ci invita alla prudenza. Inoltre, <a href="http://erikamorphy.splinder.com/post/18443181/La+storia+si+ripete+sempre....">c&#8217;è anche chi pensa male</a>, analizzando lo sviluppo della recente crisi.</p>
<p>Oggi voglio scrivere l&#8217;opinione di un caro amico, ex dirigente della Chase Manhattan Bank, ora in pensione. E&#8217; un uomo con idee politiche opposte alle mie. E forse alcune delle sue idee, in questo momento, vivono una fase di contraddizione.</p>
<p>Gli avevo scritto negli Stati Uniti per avere ragguagli sullo stato della crisi e in particolare sulla General Electric della quale possiedo qualche obbligazione (che scade tra un mese, però). Ecco la sua risposta:</p>
<blockquote><p>&#8220;Mai visto la ge a questo livello di p/e, ma possedere azioni è rischioso come abbiamo detto molte volte.</p>
<p>Tutto sembra facile quando le cose vanno. La ragione di limitare l&#8217;esposizione in azioni è che le condizioni delle compagnie si conoscono a distanza di mesi e quando si sa è troppo tardi.</p>
<p>Nessuno sapeva che Lehman avesse una tale esposizione in spazzatura e la reputazione di AIG era eccellente.</p>
<p>La crisi presente è il risultato di speculazioni durate anni in un mondo finanziario sempre meno controllato dalle autorita.</p>
<p>La crisi del 29 aveva portato la divisione delle attivita finanziarie tra banche commerciali (<span class="new">Glass-Steagall Act</span> del 1933 n.d.r.), banche di affari,e compagnie di intermediazione.</p>
<p>Quando è stato permesso ad ognuno di fare tutto senza regolare il mercato , il rischio è aumentato. [...]</p>
<p>La preoccupazione vera è ora la solidità delle obbligazioni possedute. La bufera passerà, ma è la seconda crisi nella tua vita di risparmiatore e questo aiuta a far capire che la prudenza è essenziale quando si investono i soldi necessari per la tranquillita futura. &#8220;</p>
</blockquote>
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		<title>Che cosa succederà ora ?</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/09/18/che-cosa-succedera-ora/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 16:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[ipse dixit...]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio andare in controtendenza, e, da vero incompetente, tentare delle previsioni in un momento in cui nessuno le azzarda, proprio mentre le nostre povere barche sono inghiottite dal Maelstrom. Innanzitutto la prima domanda che bisogna porsi, è quella che ci porta a capire di chi è la responsabilità di questo casino. Allora: la versione ufficiale è che la colpa sia stata di quei poveracci americani che hanno sottoscritto mutui capestro (con tassi anche del 7 %) e che alla fine non sono riusciti a pagare. Ed è certamente vero. Questa potrebbe essere la causa diretta. Ma c&#8217;è un altro dato interessante: all&#8217;economia americana sono mancati negli ultimi anni 3.000 miliardi di dollari. Questa somma è stata destinata alla cosiddetta &#8220;Guerra al terrorismo&#8221;. E mentre il paese era sempre più indebitato, venivano sottratte all&#8217;economia risorse indispensabili che erano allocate in progetti geopolitici per lo meno dubbi. L&#8217;impatto sociale è stato enorme. Ecco allora che possiamo cominciare ad individuare le cause indirette. Ma c&#8217;è di più. C&#8217;è qualcosa che va oltre queste scelte politiche e economiche sbagliate. C&#8217;è il socialismo bancario, per la cui definizione rimando a un precedente post. In sintesi consiste nell&#8217; intervento pubblico per il salvataggio di grandi imprese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-441" title="crisi" src="http://www.gingerino.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/crisi.jpg" alt="" width="150" height="100" />Voglio andare in controtendenza, e, da vero incompetente, tentare delle previsioni in un momento in cui nessuno le azzarda, proprio mentre le nostre povere barche sono inghiottite dal Maelstrom.</p>
<p>Innanzitutto la prima domanda che bisogna porsi, è quella che ci porta a capire di chi è la responsabilità di questo casino.</p>
<p>Allora: la versione ufficiale è che la colpa sia stata di quei poveracci americani che hanno sottoscritto mutui capestro (con tassi anche del 7 %) e che alla fine non sono riusciti a pagare. Ed è certamente vero. Questa potrebbe essere la causa diretta.</p>
<p>Ma c&#8217;è un altro dato interessante: all&#8217;economia americana <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/columnists/guest_contributors/article3419840.ece">sono mancati negli ultimi anni 3.000 miliardi di dollari</a>. Questa somma è stata destinata alla cosiddetta &#8220;Guerra al terrorismo&#8221;. E mentre il paese era sempre più indebitato, venivano sottratte all&#8217;economia risorse indispensabili che erano allocate in progetti geopolitici per lo meno dubbi.</p>
<p>L&#8217;impatto sociale è stato enorme. Ecco allora che possiamo cominciare ad individuare le cause indirette.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più. C&#8217;è qualcosa che va oltre queste scelte politiche e economiche sbagliate. C&#8217;è il socialismo bancario, per la cui definizione <a href="http://www.gingerino.com/2008/09/08/il-socialismo-bancario/trackback/">rimando</a> a un precedente post. In sintesi consiste nell&#8217; intervento pubblico per il salvataggio di grandi imprese il cui dissesto finanziario assuma proporzioni pericolose per l&#8217;economia reale. Esso lo abbiamo visto dispiegarsi nel salvataggio di Fannie e Freddie, e della più recente AIG.</p>
<p>Quindi: anzichè intervenire sull&#8217;economia reale, si corre ai ripari intervenendo sulla finanza. Non voglio entrare nel merito della questione se sia giusto o meno. Personalmente credo che quando i profitti vanno alle classi sociali ricche, e le perdite alla collettività, vi sia una distorsione del concetto di redistribuzione della ricchezza. Ma credo anche che a questo punto gli interventi siano necessari. Sempre che non si preferisca tornare alla clava e al bastone. Mi auguro, anche se credo inutilmente, che questo tipo di riflessione diventi oggetto di dibattito anche all&#8217;interno della politica che dovrebbe essere deputata a stabilire le regole del gioco.</p>
<p>Ma di certo c&#8217;è che non c&#8217;è stato nessun intervento, di nessun tipo, teso a favorire il miglioramento dell&#8217;economia reale. Anzi: tutte le strade intraprese sono andate e vanno nella direzione opposta.</p>
<p>E infine c&#8217;è un ragionamento da fare su quella che molti chiamano la globalizzazione. Ma siamo sicuri che esista ? I mercati dei vari paesi non hanno regole uguali, ma si scambiano beni e servizi come se le regole fossero comuni. In italia i reati finanziari, ad esempio, sono assai diversi da quelli americani; le pene sono diverse, e gli strumenti di controllo ulteriormente disarmonici. E allora di che globalizzazione parliamo ? A riprova possiamo ad esempio vedere come anche la finanza non riconosca nell&#8217;Unione Europea la coesione di cui una nuova nazione dovrebbe beneficiare, a tal punto da creare <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3316317.html?ref=hpsbdx">una distanza iperbolica tra i bund tedeschi decennali e i corrispondenti BTP italiani</a>.</p>
<p>E quindi ?</p>
<p>E quindi la distanza tra il mondo reale e la finanza politicizzata (o è la politica che è &#8220;finanziarizzata&#8221; ?) deve essere ridotta. E a questo dovrà provvedere la politica. Non c&#8217;è scelta. O meglio, la scelta c&#8217;è: clava e bastone, ma penso non convenga a nessuno.</p>
<p>E allora dove andremo a parare ? Innanzitutto questa crisi, la paghiamo noi, non tocca i ricchi, se non marginalmente. Non c&#8217;è niente da fare è andata così. E la pagheremo sotto forma di inflazione, attraverso <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/borse-7/abisso-hedge/abisso-hedge.html">il possesso di carta moneta che diventerà ancora più carta e sempre meno moneta</a>. E già la stiamo pagando grazie ad una politica sui tassi di interesse, che, allo stato attuale ha favorito solo chi doveva passare il cerino acceso in mano altrui.</p>
<p>Abbasseranno i tassi in Europa, le commodities si impenneranno nuovamente, etc etc. E pagheremo noi, sotto forma di inflazione.</p>
<p>Inoltre vi saranno altri fallimenti eccellenti (mentre scrivo i mercati danno già per spacciate le obbligazioni Morgan Stanley), e, se non vi sarà senso di responsabilità da parte dei manager e della politica in questa delicatissima fase (alla stampa neanche ci penso più) forse anche il sistema bancario italiano potrà essere pronto per vedere intervenire per la prima volta il <a href="http://www.fitd.it/">Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi</a>. Auguriamoci di no, ma fidarsi di questa classe dirigente che si occupa di Alitalia a paginate di giornale alla volta, non è facile.</p>
<p>Ma il dato che i politici dovranno comprendere, con buona pace del capitalismo di rapina italiano, penetrato ormai nei gangli di tutti gli schieramenti politici, è che questa è l&#8217;ultima crisi che si può riversare sulle nostre spalle. La prossima non sarà sostenibile dalle classi più deboli. Ma non perchè non sia giusto farlo (e non è giusto), ma perchè non vi saranno le risorse, e i costi sociali saranno altissimi. E allora sì che ci sarà da parlare del problema della sicurezza.</p>
<p>L&#8217;ultimo scenario, è quello bellico. Non si può scartare, visti gli orientamenti storicamente guerrafondai di Stati Uniti e Russia, ad esempio. Come non si può scartare il ritorno dei regimi dittatoriali in Europa, visto che, quando la gente ha paura, tende ad affidarsi ad un prode condottiero. E noi in Italia abbiamo sufficiente paura e ignoranza per esserne preoccupati, oltre ad avere anche un DNA storicamente predisposto.</p>
<p>Chiudo con una richiesta agli uomini di Buona Volontà. Io non so se le cause di questo disastro siano, come ritengono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Murray_N._Rothbard">alcuni esponenti della Scuola Austriaca</a>, da ricercarsi in una dissennata politica dei tassi da parte delle Banche Centrali. Di certo, col senno di poi, è facile però dire che queste politiche non sono servite a molto, se non a trasferire ricchezza dall&#8217;economia reale a quella finanziaria. Il cocktail di mancanza di regole sopra e troppe regole sotto, è stato fallimentare.<br />
 E allora chiedo, ma sarò inascoltato, di ridefinire le regole di una globalizzazione che globalizzazione non è, di una trasparenza finanziaria che trasparente non è, e di un sistema bancario sempre più orientato verso una finanza alchimistica  e a volte truffaldina piuttosto che al suo naturale ruolo di intermediazione creditizia. Un inizio potrebbe essere quello di restituire il parametro della riserva obbligatoria (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria">frazionaria</a>) al controllo delle banche centrali, innalzandone la percentuale in modo da ridurre il vantaggio competitivo del sistema creditizio rispetto al resto dell&#8217;economia.</p>
<p>Infine concludo con un breve interrogativo. Ma siamo sicuri che i tempi non possano essere finalmente maturi per una reintroduzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_aureo">gold standard</a>?</p>
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		<title>Il socialismo bancario</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 12:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[socialismo bancario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre creduto nel socialismo. E pare che la storia inaspettatamente stia premiando la mia attesa. l&#8217;Internazionale è finalmente tornata! Solo che ha subito alcune lievi modifiche, e dal &#8220;socialismo tradizionale&#8221; si è pervenuti alla dottrina del &#8220;socialismo bancario&#8221;. Di seguito analizzerò analogie e differenze dei due pensieri. Comincerò dalle differenze: Il socialismo tradizionale  riguardava  la società; il socialismo  bancario riguarda le Società: quelle Per Azioni. Se il socialismo nella sua forma iniziale si proponeva come un tentativo di migliorare la condizione dei lavoratori, la sua evoluzione si propone come un tentativo di migliorare la condizione dei banchieri. Per il socialismo tradizionale la dittatura del proletariato era una misura di transizione per arrivare al comunismo; il socialismo bancario semplifica ulteriormente, e ritiene sufficiente una normale dittatura. Vediamone ora le analogie: Sia il &#8220;socialismo tradizionale&#8221; che il socialismo bancario sono movimenti transnazionali: esistono negli Stati Uniti, In Europa, come in Italia. Anche il socialismo bancario si propone attraverso organismi internazionali: se una volta erano La Prima, la Seconda e la Terza Internazionale, adesso sono il G8, l&#8217;FMI e il WTO. Se il socialismo tradizionale si proponeva la soppressione, totale o parziale, della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Il nuovo simbolo del socialismo bancario" src="http://2xod.com/Gallery/full/Money%20Money%20Money.jpg" alt="Un fascio di banconote" width="150" height="113" /></p>
<p>Ho sempre creduto nel socialismo. E pare che <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-5/capitalismo-irresponsabile/capitalismo-irresponsabile.html">la storia inaspettatamente stia premiando la mia attesa</a>.</p>
<p>l&#8217;Internazionale è finalmente tornata!</p>
<p>Solo che ha subito alcune lievi modifiche, e dal &#8220;socialismo tradizionale&#8221; si è pervenuti alla dottrina del &#8220;socialismo bancario&#8221;.</p>
<p>Di seguito analizzerò analogie e differenze dei due pensieri.</p>
<p>Comincerò dalle differenze:</p>
<ul>
<li>Il socialismo tradizionale  riguardava  <strong>la società</strong>; il socialismo  bancario riguarda <strong>le Società</strong>: quelle Per Azioni.</li>
<li>Se il socialismo nella sua forma iniziale si proponeva come un tentativo di migliorare la condizione dei lavoratori, la sua evoluzione si propone come un tentativo di migliorare la condizione dei banchieri.</li>
<li>Per il socialismo tradizionale la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dittatura_del_proletariato">dittatura del proletariato</a> era una misura di transizione per arrivare al comunismo; il socialismo bancario semplifica ulteriormente, e ritiene sufficiente una normale dittatura.</li>
</ul>
<p>Vediamone ora le analogie:</p>
<ul>
<li>Sia il &#8220;socialismo tradizionale&#8221; che il socialismo bancario sono movimenti transnazionali: esistono <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-5/crisi-mutui-5/crisi-mutui-5.html">negli Stati Uniti</a>, In Europa, come <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000557.html">in Italia</a>.</li>
<li>Anche il socialismo bancario si propone attraverso organismi internazionali: se una volta erano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_Internazionale">La Prima</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_Internazionale">la Seconda</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terza_Internazionale">Terza Internazionale</a>, adesso sono il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/G8_(politica)">G8</a>, l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_Monetario_Internazionale">FMI</a> e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_Mondiale_del_Commercio">WTO</a>.</li>
<li>Se il socialismo tradizionale si proponeva la soppressione, totale o parziale, della proprietà privata dei mezzi di produzione e di scambio, quello bancario si propone la soppressione delle perdite derivanti dall&#8217;amministrazione dei mezzi di produzione e di scambio.</li>
<li>Entrambi i pensieri si rifanno ai due Marx: il socialismo tradizionale a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Marx">Karl Marx</a>, quello bancario, invece, all&#8217;omonimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Groucho_Marx">Groucho</a>.</li>
</ul>
<p>Certo, anche a questa nuova dottrina non possono mancare i critici, come <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-5/capitalismo-irresponsabile/capitalismo-irresponsabile.html">Federico rampini</a>:</p>
<blockquote><p>Da un crac all&#8217;altro, la costante è la socializzazione delle perdite provocate da manager incompetenti e disonesti. Nei tempi di vacche grasse, il top management incassa stock option e bonus stratosferici. Quando le aziende sono rovinate, il conto passa alla collettività. Si stravolge così tutto il sistema di incentivi e deterrenti che è l&#8217;abc dell&#8217;economia di mercato. Il principio di responsabilità è ormai un&#8217;astrazione. La selezione operata dalla concorrenza viene falsata. La capacità del mercato di allocare le risorse in modo efficiente, punendo le aziende decotte e premiando quelle sane, viene distorta da una perversa garanzia di ultima istanza: la promessa implicita che il governo salverà quelli che sono &#8220;troppo grossi per fallire&#8221;.</p>
</blockquote>
<p>Ma noi, entusiasti del socialismo bancario, preferiamo citare Peter Wyckoff , uno dei padri del nuovo pensiero rivoluzionario (non chiedetemi chi sia, <a href="http://hypertrader.investireoggi.it/frasi-celebri">l&#8217;ho trovato in rete</a>, ma non ne ho un&#8217;idea):</p>
<blockquote><p>&#8220;Preoccupati delle perdite, perche’ i profitti sanno badare a se stessi!&#8221;</p>
</blockquote>
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		<title>Che cos&#8217;è una bull-trap ?</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/08/25/che-cose-una-bull-trap/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 16:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[i soldini degli altri]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bull trap (trappola per tori) è un segnale del mercato che dice che una discesa è finita, mentre invece il mercato continua a scendere. Chi entra, o si accorge subito di aver sbagliato nella valutazione del segnale, oppure si fa molto male. Sto smettendo di credere nella correttezza dei mercati. Ci sono due articoli pubblicati (anzi, tradotti) da Comedonchisciotte che ho trovato di grande interesse. Il primo, di Alejandro Nadal (qui la versione originale), mette in discussione la correlazione tra inflazione e disoccupazione e di conseguenza attacca la politica delle banche centrali tesa solo al controllo dei mercati attraverso i tassi e inattiva nei confronti della deregolamentazione finanziaria; il secondo di Danny Schechter (versione originale qui) invece si domanda il perchè di fronte, anche solo in via ipotetica, ad un collasso del sistema finanziario, i candidati alla Casa Bianca non tengano nel minimo conto questa ipotesi. Senza catastrofismi, io  però sono propenso a credere a un&#8217;altra ipotesi, di ispirazione forse vichiana: i cicli di Kondratiev. E secondo me, per un po&#8217; di tempo non butterà un gran chè bene. Come Daniel Gros evidenzia benissimo su Lavoce.info: &#8220;Il prezzo del petrolio rimarrà dunque elevato e variabile fino a quando i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://faculty.washington.edu/krumme/207/development/longwaves.html"><img class="alignleft" title="Kondratieff" src="http://faculty.washington.edu/~krumme/graphs/ndk.gif" alt="Nikolai Dmitrijewitsch Kondratieff (1892 - 1938) " width="150" height="229" /></a>Una <a href="http://www.investopedia.com/terms/b/bulltrap.asp"><strong>bull trap</strong></a> (trappola per tori) è un segnale del mercato che dice che una discesa è finita, mentre invece il mercato continua a scendere. Chi entra, o si accorge subito di aver sbagliato nella valutazione del segnale, oppure si fa molto male.</p>
<p>Sto smettendo di credere nella correttezza dei mercati. Ci sono due articoli pubblicati (anzi, tradotti) da <a href="http://www.comedonchisciotte.org">Comedonchisciotte</a> che ho trovato di grande interesse. <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=4943">Il primo, di Alejandro Nadal</a> (<a href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=71641">qui</a> la versione originale), mette in discussione la correlazione tra inflazione e disoccupazione e di conseguenza attacca la politica delle banche centrali tesa solo al controllo dei mercati attraverso i tassi e inattiva nei confronti della deregolamentazione finanziaria; <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=4946">il secondo di  Danny Schechter</a> (versione originale <a href="http://www.alternet.org/workplace/93031/are_we_facing_just_another_market_problem_or_a_system_collapse">qui</a>) invece si domanda il perchè di fronte, anche solo in via ipotetica, ad un collasso del sistema finanziario, i candidati alla Casa Bianca non tengano nel minimo conto questa ipotesi.</p>
<p>Senza catastrofismi, io  però sono propenso a credere a un&#8217;altra ipotesi, di ispirazione forse vichiana: i cicli di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Onde_di_Kondratiev">Kondratiev</a>. E secondo me, per un po&#8217; di tempo non butterà un gran chè bene. Come <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000547.html">Daniel Gros evidenzia benissimo su Lavoce.info</a>: &#8220;<em>Il prezzo del petrolio rimarrà dunque elevato e variabile fino a quando i produttori continueranno ad aspettarsi che i prezzi possano solo salire</em>&#8220;. E considerando che l&#8217;economia mondiale dipende esclusivamente da questa risorsa, non c&#8217;è da essere molto ottimisti.</p>
<p>Se uno accetta l&#8217;esistenza delle onde k, allora la domanda da porsi è: in che punto della curva ci troviamo ? E la risposta mi sembra obbligata. Sbagliare risposta, significa rischhiare di trovarsi imprigionati  nella bull trap, la trappola per tori.  E il gioco, per me, non vale la candela.</p>
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