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Le cose che detesto di facebook


Le cose che detesto di facebook sono:

  • Le campagne di sensibilizzazione sul cancro con cui la gente pensa di lavarsi la coscienza, essere più buono e aiutare il prossimo;
  • Quella massa di rimbambiti che mette la foto del gatto;
  • Quella massa di rimbambiti che mette duecento foto dei figli;
  • Quelli che sono politicamente davvero estremisti, che si battono davvero per un mondo migliore, parlano a fatica l’italiano e sono fidanzati con gente davvero ricca e potente;
  • Quelle che mettono le foto ignude fino alle tette, ma senza far vedere le tette;
  • Quelle che cambiano foto del profilo ogni giorno perchè si vedono sempre brutte;
  • Quelle che cambiano foto del profilo ogni giorno perchè si vedono sempre belle;
  • Quelle che cambiano foto del profilo ogni giorno perchè non riescono più a vedersi;
  • Quelli che mettono la foto e i video della loro squadra del cuore;
  • Quelli che fanno i test del genere “Scopri che malattia venerea hai preso quando sei andato a letto con tua madre” e robe simili;
  • Quelli che raccontano i cazzi loro delle loro storie d’amore in modo sempre estremamente dettagliato, ma sempre sibillino;
  • Quelli che a intervalli regolari, ogni due giorni, postano per sei mesi lo stesso video;
  • Quelli che ti taggano nella foto di  una loro vacanza di sei anni fa a Sharm el Sheik, alla quale ovviamente non hai partecipato perchè è l’ultimo posto al mondo dove vorresti andare;
  • Quelli che ti scrivono: “Ciao, dopo ti chiamo”;
  • Quelli che ti scrivono sul profilo frasi piccanti e maliziose senza verificare se il tuo stato reca scritto “Libero” o “Coppia aperta”;
  • Quelli che ti mandano il programma delle iniziative culturali del loro misero circolo ricreativo degno della peggiore provincia italiana per una decina di volte di seguito;
  • Quelli che comunicano tra di loro in lingue a me ignote;
  • Quelli che ti chiedono l’amicizia e non ti hanno mai visto. E che magari non ti scrivono neanche due righe per presentarsi;
  • Quelli che periodicamente abboccano all’amo dell’applicazione che serve a vedere chi ha visitato il tuo profilo;
  • Quelli che quando arrivano a mille amici, si sentono Mik Jagger;
  • Quelli che comunque si sentono Mik Jagger;
  • Quelli che non hanno neanche i più elementari rudimenti di social engineering e non hanno ancora capito a cosa stanno andando incontro;
  • Quelli che comunque se lo meritano. La maggior parte.