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Intervistatore: “Sergio Cofferati, come mai nonostante il centro sinistra metta in campo politiche sulla sicurezza anche efficaci, la sicurezza rimane uno dei cavalli di battaglia del Centrodestra?”

Cofferati: “Ma credo perchè scontiamo un ritardo nell’affrontare con coerenza e con determinazione il tema. Non vedo un’altra ragione.  E poi perchè anche quando l’abbiamo affrontato, spesso le nostre coalizioni si sono trovate impantanate in contraddizioni e divisioni interne che hanno dato la sensazione che in verità non fossimo così determinati come serviva.”

Intervista a Sergio Cofferati del 10 settembre 2008 (credo)

Caro Sindaco, purtroppo si sbaglia di grosso. Non è questa la ragione. La ragione glieLa può suggerire George Lakoff nel  libro “Non pensare all’elefante”.

E sarebbe opportuno che ne consigliasse la lettura a qualcuno dei Suoi consulenti, prima di incolparli per la débacle finale. Poche pagine, si legge in fretta: immagino che Lei non abbia tempo da perdere.

Bologna di nuovo a destra

Il Sindaco di Bologna, Sergio CofferatiLa notizia di oggi, non molto importante, a dire la verità, è che si è deciso di consegnare nuovamente l’amministrazione di Bologna alla destra.

Cofferati, infatti, pare abbia deciso di rimanere “a Bologna per lavorare per questa città”. Suona un po’ come la candidatura di Rutelli a Roma. Un deja vu.

Prima della sconfitta

Prima della sconfitta non mancheranno i fan del PD che grideranno a gran voce la magnificazione e gli elogi ad una città che da esempio europeo è in realtà diventata una sacca di provincialismo ignorante e becero. E già adesso non mancano gli elogi dell’intellighenzia degli enti inutili.

Prima della sconfitta non mancheranno gli appelli agli scontenti a turarsi il naso, e ad andare a votare lo stesso, perchè la destra è peggio, etcetera etcetera.

Dopo la sconfitta.

Dopo la sconfitta, si dirà che la sinistra si è castrata, che è colpa di Rifondazione, etcetera etcetera.

Dopo la sconfitta non mancheranno i bravi ragazzi come De Maria a minimizzare , a riportarla sulla base nazionale di un paese che va a destra, a rinnovare la fiducia sulle scelte, etcetera, etcetera.

E infine non mancheranno quelli che getteranno la croce sulle spalle di quelli come me, rei di averlo votato una volta (e con slancio, per di più!), e di non averlo rivotato.

Bartolini docet. E dire che bisognerebbe imparare dagli errori passati.