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	<title>gingerino &#187; Openmoko</title>
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	<description>Così vanno le cose e così devono andare</description>
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		<title>L&#8217;alba del cambiamento</title>
		<link>http://www.gingerino.com/2008/07/30/lalba-del-cambiamento/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 15:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gingerino</dc:creator>
				<category><![CDATA[computer e altri baracchi]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[Openmoko]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows Mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Stavolta è la volta buona. Stavolta è diverso (frase che ripetono tutti i playboy da quattro soldi). E&#8217; stato detto tante volte, quasi sempre a sproposito. Ma stavolta ritengo che siamo davvero alle soglie del cambiamento. Lo so che la manfrina si era già sentita con l&#8217;UMTS e con le sue aste miliardarie per le frequenze, rivelatesi poi un fallimento epocale. Anche se la resistenza degli oligopoli è stata strenua, e al limite dell&#8217;eroismo, l&#8217;inverno della comunicazione mobile è trascorso, e si avvicina la primavera. Che nel caso specifico, però, non è detto che porti soltanto campi in fiore. Mi riferisco al famoso discorso della convergenza delle tecnologie verso le device mobili. In un certo senso, il merito è di Steve Jobs, e della Apple, che attivando il fenomeno Iphone ha cambiato a mio avviso per sempre le politiche economiche del settore. E tutti i competitor non possono fare altro che prenderne atto. Qual&#8217;è il cambiamento ? Presto detto. Si tratta dello spostamento del peso economico verso i contenuti e i servizi. L&#8217;Iphone è stato il primo smartphone a creare partnership commerciali con i provider di telefonia mobile. Una strada utile a proteggere il business di breve periodo, ma ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Un vecchio telefonoTelefono" src="http://www-ceb.bo.infn.it/catalogo_communication/immagini/Telefono%20a%20batteria%20locale.JPG" alt="Telefono a batteria locale - foto di Fabio Bisi http://www-ceb.bo.infn.it/catalogo_communication/pagine/Telefono%20a%20batteria%20locale.htm" width="150" />Stavolta è la volta buona. Stavolta è diverso (frase che ripetono tutti i playboy da quattro soldi).</p>
<p>E&#8217; stato detto tante volte, quasi sempre a sproposito. Ma stavolta ritengo che siamo davvero alle soglie del cambiamento.</p>
<p>Lo so che la manfrina si era già sentita con l&#8217;UMTS e con le sue aste miliardarie per le frequenze, rivelatesi poi un fallimento epocale.</p>
<p>Anche se la resistenza degli oligopoli è stata strenua, e al limite dell&#8217;eroismo, l&#8217;inverno della comunicazione mobile è trascorso, e si avvicina la primavera. Che nel caso specifico, però, non è detto che porti soltanto campi in fiore.</p>
<p>Mi riferisco al famoso discorso della convergenza delle tecnologie verso le device mobili.</p>
<p>In un certo senso, il merito è di Steve Jobs, e della Apple, che attivando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPhone">il fenomeno Iphone</a> ha cambiato a mio avviso per sempre le politiche economiche del settore. E tutti i competitor non possono fare altro che prenderne atto.</p>
<p>Qual&#8217;è il cambiamento ? Presto detto. Si tratta dello spostamento del peso economico verso i contenuti e i servizi. L&#8217;Iphone è stato il primo smartphone a creare partnership commerciali con i provider di telefonia mobile. Una strada utile a proteggere il business di breve periodo, ma ormai la breccia della diga era aperta. <a href="http://www.openmoko.com/index.html"></a></p>
<p><a href="http://www.openmoko.com/index.html">Openmoko</a>, che stentava a decollare, ha ripreso vigore, fino al recente annuncio di una device commerciale, anche se <a href="http://punto-informatico.it/2373094/Telefonia/Commenti/openmoko-unveiled.aspx">forse ancora giovane</a>.</p>
<p>L&#8217;urto vero e proprio proviene da Google, interessato a rompere il mercato chiuso della telefonia per allargare quello pubblicitario, in cui può vantare una predominanza assoluta. Ed ecco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Android">la nascita di Android</a>, un progetto opensource molto ambizioso, in diretta competizione con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Mobile">Windows Mobile</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Symbian">Symbian</a>.</p>
<p>Tradotto in soldoni: se fino ad ora potevamo avere telefonini che facevano un sacco di cose, ma non eravamo noi a decidere cosa facessero, da ora in poi saremo noi a scegliere come utilizzarli, quali informazioni ricevere, e con che modalità. Sceglieremo noi il sistema operativo e i programmi da installare. E in cambio, pagheremo la tecnologia e il traffico. Come un PC in rete (magari <a href="http://punto-informatico.it/2352379/Telefonia/News/tariffe-iphone-tim-ci-ripensa.aspx">qualche cartello sulle tariffe resisterà</a> un po&#8217; più a lungo, soprattutto sui mercati più protetti, come quello italiano).</p>
<p>E i concorrenti non possono fare finta di niente. Symbian, il sistema operativo di casa Nokia, infatti, <a href="http://punto-informatico.it/2331328/Telefonia/News/nokia-pappa-symbian-si-lancia-sull-open-source.aspx">ha dichiarato</a> di voler rendere anche la sua piattaforma opensource, con il rilascio a breve dei codici sorgenti. Contemporaneamente, probabilmente, i colossi del calibro di Nokia <a href="http://punto-informatico.it/2358857/PI/News/symbian-vuole-google-ma-google-teme-sviluppatori.aspx">stanno trattando con google le tappe della rivoluzione</a>. Risulta evidente infatti, che in mercati fortemente oligopolistici (e, di conseguenza, anelastici) la domanda influenza assai poco l&#8217;offerta.</p>
<p>Microsoft nel frattempo, forte del suo quasi monopolio sta a guardare. Entrerà più tardi sul mercato (lo ha già fatto in passato quando stette a guardare gli albori della rete, ma potrà sfruttare a suo vantaggio la sua attuale penetrazione, e quindi se lo può permettere.</p>
<p>E&#8217; facile prevedere che la rivoluzione di cui parlo sarà più lenta di quanto si potrebbe immaginare. Ma sarà a mio avviso inevitabile.</p>
<p>Cosa porterà ? E&#8217; difficile dirlo (se lo sapessi con certezza sarei miliardario), ma si può azzardare qualche previsione:</p>
<ul>
<li>Riduzione delle tariffe di telefonia mobile soprattutto per quel che riguarda le conversazioni internazionali: non si pagherà più la chiamata, ma il traffico. Già <a href="http://www.skype.com/intl/it/mobile/">skype, implementato su diversi telefonini</a> consente una riduzione degli oneri di telefonia. Si andrà verso canoni di abbonamento che prevedono una certa quantità di traffico dati, e forse di banda. Il traffico voce migrerà in VOIP, stavolta definitivamente.</li>
<li>Geolocalizzazione: questo tipo di servizi si apre a frontiere nuove, soprattutto per quanto riguarda il commercio. Ma non escludo che questo possa cambiare anche la natura del socialnetworking, con prospettive innovative in termini di aggregazione sociale. Esperimenti come <a href="http://earth.google.com/">Google earth</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Keyhole_Markup_Language">il suo KML</a> diventeranno sempre più interessanti ed efficaci.</li>
<li>Controllo sociale: le implicazioni della tracciabilità di un utente possono essere spaventose (o rassicuranti, a seconda del punto di vista&#8230;). Di certo saranno rivoluzionarie, soprattutto se combinate con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_Frequency_IDentification">tecnologie RFID</a>.</li>
<li>Cambiamento della natura intrinseca delle informazioni: i media tradizionali non potranno che convertire le loro programmazioni alle nuove metodologie di fruizione basate su devices mobili. Questo porterà cambiamenti anche nella struttura dell&#8217;informazione stessa, che con tutta probabilità diventerà ancora più sintetica, più interattiva, e meno approfondita di quanto non lo sia ora.</li>
<li>Nazionalizzazione delle infrastrutture telematiche: come per altre infrastrutture, la natura strategica delle reti di comunicazione porterà inevitabilmente alla nazionalizzazione delle stesse, anche se <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000513.html">alcuni commentatori  ritengono la cosa foriera di conseguenze negative</a> per i mercati.</li>
</ul>
<p>Questi saranno probabilmente gli elementi salienti di quello che gli esperti probabilmente chiameranno web 3.0.</p>
<p>Ma la prospettiva più rivoluzionaria è la possibile evoluzione successiva, quella che io chiamerei <em>web 4.0</em>, e che voglio formulare con una domanda: cosa succederebbe se tutte queste device portatili un giorno diventassero ciascuna un nodo di una rete ? Cosa succederebbe se il routing delle comunicazioni non avvenisse più attraverso delle vere e proprie infrastrutture, ma fosse distribuito, e se fosse, nel contempo, dinamico, in movimento ?</p>
<p>E&#8217; chiaro che su questa successiva evoluzione c&#8217;è da aspettarsi qualche resistenza.</p>
<p>Ma penso che per il web 4.0 ci sia ancora tempo, e io posso aspettare: ho un bellissimo Nokia, che telefona, manda sms e ha anche la rubrica.  E si può trasformare in una comoda microtorcia elettrica, molto pratica per andare in bagno di notte senza accendere la luce.</p>
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